Eurispes 2018: sempre meno vegani in Italia. Crescono, invece, i vegetariani

Eurispes 2018: sempre meno vegani in Italia. Crescono, invece, i vegetariani

Prospero Rigali
Febbraio 14, 2018

Il numero di vegani in Italia, negli ultimi anni, è più che raddoppiato passando l'anno scorso al 3% della popolazione. Stando alle abitudini alimentari degli italiani analizzati dal rapporto Eurispes 2018, è diminuito fortemente il numero di persone che hanno deciso di scegliere una dieta vegana. A Roma, invece, l'amministrazione M5S prevede la possibilità di richiedere menu vegani e vegetariani, mentre le mense di Torino, una volta al mese, servono solo piatti vegetali. A ciò vanno probabilmente anche aggiunte le considerazioni degli altri: per quasi un italiano su tre, infatti, la dieta vegana è "estrema e radicale" mentre poco meno di un italiano su cinque ritiene questo stile di vita accompagnato da "fanatismo e intolleranza".

Secondo Elisabetta Bernardi, nutrizionista dell'Università di Bari "i dati del rapporto Eurispes fotografano l'orientamento alimentare di un Paese che, dal punto di vista del rapporto con il cibo, può dirsi saggio: non a caso siamo, grazie alla dieta mediterranea, fra le nazioni più longeve al mondo".

Differenze tra vegani e vegetariani: aumentano i vegetariani e diminuiscono i vegani. La carne è una componente importante dell'alimentazione umana, poiché fornisce proteine ad alto valore biologico, ferro e vitamina B12. Solo il 3,8% di loro è stato mosso principalmente da valutazioni sull'impatto positivo che queste diete possono avere sull'ambiente e sono pochi anche coloro i quali si sono avvicinati a vegetarianesimo e a veganesimo perché spinti dalla curiosità. E insieme ai vegan, in calo anche le altre tribù della tavola: i fruttariani (che ammettono soltanto frutta), i crudisti (verdure non cotte), i raccoglitori (mangiano ciò che cade dagli alberi) e i pesco-vegetariani (accettano i pesci).

Il totale dei over 18 italiani che rinunciano a carne o pesce e ai derivati animali non è basso, comunque: siamo tra i 4 e i 5 milioni. E dal 2014, la Vegan Society promuove nel Paese il cosiddetto Veganuary: un mese, quello di gennaio, dedicato alla divulgazione della filosofia vegan, con l'obiettivo di sensibilizzare alla causa un gruppo sempre più nutrito di inglesi. E' un servizio che è parte integrante della formazione scolastica, un servizio che non è di assistenza ma di vera e propria educazione alimentare. Anche la Francia dibatte sulla questione: una recente inchiesta della rivista francese 60 Millions de consommateurs ha analizzato le etichette di molti prodotti vegani in vendita nella grande distribuzione, sfatando il falso mito della salubrità degli alimenti in questione, e anzi appurando il largo utilizzo di additivi e aromi per riprodurre il gusto del prodotto di origine animale. L'invenzione si deve a una piccola azienda della regione della Mosella, Les Petite Veganne, non nuova a questo genere di esperimenti, guidata da una vegana che non sa resistere al fascino dei formaggi della tradizione francese.