Bollette a 28 giorni, il Tar blocca i rimborsi

Bollette a 28 giorni, il Tar blocca i rimborsi

Bruto Chiappetta
Febbraio 14, 2018

La fatturazione a mese anziché a 28 giorni è stata poi successivamente introdotta da una legge dello Stato (la n. 172/2017) ed estesa anche ai contrati di telefonia mobile, con un nuovo termine di adeguamento concesso agli operatori fino all'aprile del 2018, prevedendo inoltre sanzioni pecuniarie per gli operatori che non ottemperino a tale obbligo legittimamente previsto dall'AGCOM nella delibera impugnata e ribadito ora dalla legge. Insomma, queste sentenze confermano l'iniziativa del Garante per le Comunicazioni che ha indicato nella fatturazione solare quella da seguire e quella cui le società telefoniche avrebbero dovuto uniformarsi già dal giugno 2017.

Secondo la stessa delibera, gli utenti avrebbero dovuto ricevere l'indennizzo nella prima bolletta corretta, a cadenza mensile. La restituzione doveva essere commisurata alle giornate che i clienti hanno pagato in più, da una data: il 23 giugno del 2017.

Questo meccanismo è ora congelato, sospeso in via cautelare. "Le società dei telefoni rischiano di farsi carico di un esborso multimilionario" fanno sapere i giudici.

"La decisione del Tar del Lazio di sospendere, in attesa del giudizio di merito, i provvedimenti del 19 dicembre con i quali si obbligavano le compagnie a restituire i soldi agli utenti, dopo aver deciso, sempre oggi, la bontà del provvedimento originario del 15 marzo è solo un regalo alle compagnie", afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.

Con i ricorsi proposti, le società telefoniche chiedevano l'annullamento della delibera dell'Agcom del 24 marzo 2017 recante modifiche alla delibera contenente "Misure a tutela degli utenti per favorire la trasparenza e la comparazione delle condizioni economiche dell'offerta dei servizi di comunicazione elettronica", nonché tutti gli atti precedenti sul tema. Al contrario non sono state sospese le sanzioni per gli operatori: il TAR ha quindi respinto il loro ricorso contro la delibera che imponeva il ritorno alle bollette telefoniche ogni 30 giorni su rete fissa. I prezzi, liberi per definizione, diventerebbero infatti tariffe decise dall'Autorità. E' proprio su questo punto che il Tar ha puntato il dito, sostenendo che i rimborsi potrebbero incidere sugli equilibri finanziari e contabili delle aziende, che potrebbero registrare danni gravissimi a livello di bilancio.