Pamela Mastropietro, si va verso l'accusa di omicidio per tre nigeriani

Pamela Mastropietro, si va verso l'accusa di omicidio per tre nigeriani

Prospera Giambalvo
Febbraio 12, 2018

Sono proprio questi riscontri che ieri hanno portato il procuratore Giovanni Giorgio a emettere un decreto di fermo con l'accusa di omicidio volontario, vilipendio, soppressione e occultamento di cadavere nei confronti di Lucky Desmond, 22 anni - già individuato come il presunto complice di Oseghale -, e Awelima Lucky, 27 anni, che aveva un biglietto prenotato per oggi per la Svizzera. Lo stesso procuratore in una nota parla di risultati delle indagini "ancora provvisori", anche se la procura ritiene di avere un quadro chiaro di quanto è successo nell'appartamento di via Spalato 124, a Macerata, ritenuto il luogo del delitto. Quel giorno alle 11 Oseghale accompagna Pamela a prendersi una siringa che le sarebbe servita per iniettarsi una dose di eroina.

Il gip di Macerata aspetta gli esami tossicologici perché sostiene che Pamela sia morta di overdose, e che non era presente quando Pamela e stata fatta a pezzi: gli esami sono complicati a causa delle condizioni del corpo della vittima.

Non c'è ancora chiarezza e le certezze sono troppo poche per dire che le indagini sono chiuse. Acsim e Anolf hanno confermato che entro la fine del mese la manifestazione in solidarietà di Pamela Mastropietro si svolgerà a Macerata; nei giorni scorsi le sedi dell'associazione sono state colpite da atti di vandalismo.

E seppure si resti ancora in attesa dell'esito degli accertamenti medico-legali, scientifici e tecnici del Ris dei carabinieri e dei consulenti, dalla relazione preliminare delle due autopsie emergono "elementi significativamente rilevanti" che la morte di Pamela sia stata causata da un "omicidio volontario", forse a questo punto di gruppo. L'inchiesta, ha precisato il magistrato, "coinvolge tre indagati". Il suo cellulare aggancia la cella telefonica di quella zona. L'udienza di convalida per gli ultimi due fermati si terrà martedì nel carcere di Montacuto. I due sono stati "poco collaborativi" con i magistrati che li hanno interrogati nella notte tra venerdì e sabato e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Innocent Oseghale non avrebbe fatto tutto da solo.