Siria: raid governo su Ghuta, 23 morti

Siria: raid governo su Ghuta, 23 morti

Prospera Giambalvo
Febbraio 10, 2018

Fatto sta che ieri un centinaio di militanti pro-Damasco sono rimasti uccisi nelle incursioni lanciate dall'aviazione statunitense dopo un attacco "non provocato" contro uno dei quartier generali delle Forze democratiche siriane, sostenute da Washington. "Abbiamo risposto all'attacco ingiustificato delle forze governative sui nostri partner", si legge in una nota diffusa dalla coalizione a guida Usa.

Le forze lealiste avevano superato l'Eufrate verso est dirette al pozzo petrolifero di Khusham, vicino a Dayr az Zor e controllato dalle Forze siriane democratiche, la piattaforma guidata dal Pkk siriano e sostenuta dagli Stati Uniti.

Secondo l'agenzia di stampa SANA mercoledì mattina la difesa aerea dell'esercito è entrata in azione per "respingere un nuovo attacco dell'entità di occupazione israeliana ad una delle postazioni militari intorno a Damasco". Secondo il funzionario americano l'attacco americano avrebbe causato la morte di oltre 100 militari filo-governativi. Il 4 febbraio, gli attacchi su di un ospedale supportato dall'UNICEF a Ma'arrat al-Nu'man hanno messo fuori servizio il centro sanitario.

Stamattina, intanto, i presidenti di Russia e Turchia, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan, discutendo della situazione in Siria in una conversazione telefonica hanno concordato di accrescere il coordinamento delle attività delle forze armate e dei servizi di sicurezza di Mosca e Ankara nella lotta ai gruppi terroristici che violano il cessate il fuoco.

Nel frattempo però prosegue la guerra e la strage di civili siriani a cui l'Europa non sembra interessarsi, anche se pochi giorni fa il quotidiano tedesco Bild ha rivelato con tanto di foto che le bombe al cloro sganciate da Assad sono 'Made in Germany'. La coalizione a guida statunitense che combatte l'Isis in Siria ha compiuto raid aerei e operazioni d'artiglieria contro forze alleate del regime, uccidendo oltre 100 combattenti: lo ha annunciato la stessa coalizione.