Serie A, Giaccherini:

Serie A, Giaccherini: "Sarri non sa gestire il gruppo"

Minervino Buccola
Febbraio 9, 2018

"Ma non mi sono mai permesso di chiedergli perché non giocassi mai".

L'intervista di Giaccherini alla Gazzetta dello Sport: "È stato un disguido tattico, io sono arrivato come mezzala e Sarri mi ha imposto il ruolo di esterno". L'unica spiegazione è l'infortunio iniziale che mi impedì di far vedere a Sarri che sono una mezzala. Il club ha preso Zielinski e Rog, così Sarri ha deciso che sarei stato il vice Callejon. Poi l'ex giocatore di Juventus e Cesena rincara la dose: "Per lui esistono 14 o 15 giocatori, ma se hai le coppe e vuoi vincere il campionato hai bisogno della rosa intera". Il Chievo mi ha convinto dandomi fiducia e facendomi sentire importante.

"Sarri è bravissimo in campo, ma ha un problema con le riserve".

Un Giaccherini che polemizza con Sarri, e che nel contempo incensa un altro grande tecnico italiano come la guida del Chelsea, Antonio Conte, con cui lo stesso si è sempre trovato a meraviglia: "La differenza principale rispetto a Conte è questa: per Conte sono tutti importanti e nessuno indispensabile, per Sarri ci sono undici indispensabili e gli altri vengono dopo".

L'ex giocatore del Napoli parla del suo vecchio allenatore. Me lo sono chiesto anche io il motivo. Giaccherini confessa, infatti, che avrebbe dovuto essere lui il quarto rigorista nella sfortunata sconfitta contro la Germania ma che Pellè gli avrebbe 'rubato il posto' facendolo scalare al sesto posto. Che rimpianto. A centrocampo Conte detta l'elenco: primo Insigne, secondo Zaza, terzo Barzagli, quarto Giak, quinto Bonucci. Io insisto: "Tranquillo". Ma lui non molla: "Calcio io, calcio io". Conte mi guardò e io dissi: "Va bene, sei carico".

Ora Giaccherini però si sente pronto per la sfida che lo attende, la lotta salvezza con il Chievo: "Credo e spero di chiudere la carriera qui".