Le mani di Cosa nostra dietro i distributori di benzina

Le mani di Cosa nostra dietro i distributori di benzina

Prospera Giambalvo
Gennaio 14, 2018

Iprovvedimenti nascono da una indagine della Procura e hannopermesso alle Fiamme gialle di denunciare 43 persone sospettatedi far parte di una organizzazione criminale che facevatrasferimento fraudolento di valori, frode in commercio e frodefiscale.

"Le investigazioni - spiega la Guardia di Finanza in una nota - hanno avuto origine da una verifica fiscale condotta nel 2013 nei confronti di uno dei distributori coinvolti. Inoltre, nell'occasione è stata sequestrata molta documentazione, dal cui primo, sommario esame è maturata l'idea dell'esistenza di una vera e propria 'centrale' dedita alla frode in commercio di carburanti, nonché alla frode fiscale". I successivi accertamenti hanno permesso di confermare l'esistenza di una associazione per delinquere che, attraverso la fittizia intestazione a prestanome di una serie di distributori, ha messo in piedi una grossa frode fiscale. Oltre a ciò, la Guardia di finanza ha accertato anche una evasione delle imposte dovute sui carburanti e lubrificanti per circa 2,5 milioni di euro. Le indagini hanno consentito di evidenziare l'interesse di "cosa nostra" nel settore dei distributori. Pur non essendostata formulata alcuna contestazione per reati connessi allacriminalità organizzata, è emerso il ruolo importante ricopertoda persone vicine all'associazione criminale, come CosimoVernengo.