Tumori: 'geni Jolie' non riducono sopravvivenza dopo cancro seno

Tumori: 'geni Jolie' non riducono sopravvivenza dopo cancro seno

Prospero Rigali
Gennaio 13, 2018

Ad oggi, dopo che la bella attrice ha deciso di farsi rimuovere anche le ovaie, è emerso che la mutazione del gene Brca, che aumenta il rischio di cancro al seno, non è una condanna a morte.

Questo è quanto emerso da un studio pubblicato dalla sull' rivista Lancet Oncology, dove l'Università di Southampton, ha provato che una mastectomia dopo la diagnosi non può avere alcun effetto sulla speranza di sopravvivere.

Lo studio. Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno seguito per 10 anni le cartelle cliniche di 2.733 donne tra i 18 e i 44 anni che hanno seguito una cura per contrastare il cancro al seno il 127 ospedali del Regno Unito dal 2000 al 2008. Dopo 10 anni non sono sopravvissute 651 donne e si è dimostrato che il tasso di mortalità è identico per entrambe le categorie di donne, con la mutazione o senza.

Gli autori sottolineano che, però questo tipo di intervento non ha cambiato la probabilità di sopravvivenza.

Il gene BRCA1 mutato non aumenta il rischio di morire di cancro al seno, ma 'solo' di ammalarsi. "È importante dare un'offerta assistenziale multidisciplinare, con un counseling genetico ma anche una consulenza con esperti di psiconcologia". "Spesso si tratta di donne di 20-30 anni, per cui una mastectomia può essere molto difficile, anche ad esempio in previsione di una gravidanza" - sottolinea Ciardiello, che è past president dell'Esmo, la società europea di oncologia medica - "per questo è importante che si conoscano bene tutte le alternative".