Roberto Maroni:

Roberto Maroni: "Il mio è stato un sfogo, viva Salvini premier"

Quintino Maisto
Gennaio 13, 2018

E scoppia il caso di Gianni Fava 11 gennaio 2018 - agg.

Adesso arriva la dura replica di Maroni attraverso un'intervista al Foglio: "Io sono una persona leale". "Le polemiche - ha aggiunto - le lascio agli altri". Tra i due comunque il rapporto è freddo da tempo. Per capire quanto, basterà attendere appena qualche ora. "Scusatemi, mi conoscete, sono fatto così".

Il centrodestra è una bufera: dopo la Lombardia il Job's Act e dopo ancora i vaccini.

Nel frattempo si susseguono, da una parte all'altra, incontri e confronti tra i potenziali candidati, sia alle regionali, che alle politiche. Un futuro di appoggio a Berlusconi?

"Devo anche riconoscere - ha proseguito - che in questi giorni sono stato massacrato dai miei compagni di squadra, che hanno scelto di dare alla mia vita nuova un'interpretazione del tutto arbitraria, mentre sono stato ricoperto di affetto e amicizia da un mondo politico lontano da me, e questo mi ha colpito". Il problema è che la stessa Forza Italia non pare avvantaggiarsene, ferma com'è intorno al 16-18%. In una intervista al Foglio, il governatore lombardo definisce "stalinista" il segretario della Lega per il modo di gestire il partito ed enuncia - proprio sul giornale più renziano d'Italia - un elenco di dissonanze con la linea della segreteria confederale. Dopo lo scontro con Matteo Salvini, l'ormai ex presidente della regione Lombardia sostiene che intende cambiare vita. Sosterrò il segretario del mio partito. Ricordate? L'estremismo è la malattia infantile del comunismo. "Se solo volessimo aggiornarlo ai nostri giorni dovremmo dire che l'estremismo e' la malattia infantile della politica". Lo ha ribadito il governatore della Lombardia Roberto Maroni, negando di essere pronto a lanciare una fondazione, come riportato da un retroscena di stampa. "Ora si torna a lavorare come prima a sostegno di Salvini premier perche' questo fanno i leghisti e io sono della Lega". A chi gli ha chiedeva se chiamerà il segretario della Lega per un chiarimento, Maroni ha risposto sorridendo: "Sì, certo, siamo entrambi milanisti, di fede rossonera". Non ho potuto che prenderne atto. avrei preferito che si ricandidasse.

Capitolo chiuso, ma soltanto per un po'.