Raciti, Micale in semilibertà da poco prima di Natale

Raciti, Micale in semilibertà da poco prima di Natale

Prospera Giambalvo
Gennaio 13, 2018

E' questo il caso di Daniele Natale Micale, uno degli ultrà condannati a 11 anni di reclusione per la morte dell'ispettore della polizia di Stato Filippo Raciti. Adesso - si interroga - come farò a dire a mio figlio, che aveva sei anni quando è avvenuta la tragedia, che può incontrare per strada uno delle due persone condannate per la morte di suo padre? Accetto la legge, ma non è giusto, il mio calvario continua: "chi è condannato deve scontare tutta la condanna, altrimenti non c'è certezza della pena".

È stata infatti concessa la semilibertà a Daniele Micale, 30 anni, accusato insieme ad Antonino Speziale, di aver causato l'omicidio di Raciti. Quest'ultimo rimane in carcere. Micale, nel novembre del 2012, era stato condannato definitivamente a 11 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale.

Micale, che ha scontato in carcere oltre metà della condanna ed ha un residuo di pena inferiore ai 4 anni, potrà uscire dal carcere al mattino per andare a lavorare e rientrare la sera, trascorrendo la notte in prigione.

Il tribunale, accogliendo la richiesta dei suoi legali Eugenio De Luca e Matteo Bonaccorsi, con questa decisione mira a favorire il graduale reinserimento sociale di Micale, consentendogli soprattutto di svolgere la propria attività lavorativa come dipendente. Il Tribunale, sposando la tesi degli avvocati, ritiene sussistano i presupposti per la concessione del beneficio, inoltre - sottolineano i giudici - non sembrano sussistere attuali collegamenti di Micale con la criminalità organizzata.

Nessun provvedimento di riduzione pena è invece previsto per Antonino Speziale, l'allora ragazzo di 17 anni condannato a 8 anni per resistenza aggravata a pubblico ufficiale e omicidio preterintenzionale dell'ispettore capo di polizia Filippo Raciti durante gli scontri, al Massimino, del derby Catania-Palermo del 2 febbraio 2007. Per la nostra giustizia chi muore giace e chi vive, anche se ha compiuto gravi delitti, va rimesso in circolazione. "Lo dobbiamo a Filippo Raciti, lo dobbiamo alle tante donne e uomini in divisa che ogni settimana garantiscono la sicurezza degli stadi e delle manifestazioni sportive". Micale ora è in semilibertà, il familiare non c'è più.