Prodotti tipici nei piccoli comuni la Provincia di Salerno è leader

Prodotti tipici nei piccoli comuni la Provincia di Salerno è leader

Bruto Chiappetta
Gennaio 13, 2018

In Toscana quasi 9 specialità Dop e Igp su 10 nascono nei territori dei piccoli comuni raccontandone la storia e l'origine anche attraverso il nome come ad esempio l'Olio di Seggiano. Si va dalla lenticchia di Castelluccio alla Patata Rossa di Colfiorito, dal Farro di Monteleone al Prosciutto di Norcia.

Ad aprire l'anno nazionale del cibo italiano nel mondo è la prima "mappa gourmet" dei tesori nascosti nei 5567 borghi del nostro Paese, inaugurata questa mattina a Roma (Palazzo Rospigliosi) nell'ambito di un incontro promosso da Coldiretti e Fondazione Symbola. "Una risorsa del Paese, custodita fuori dai tradizionali circuiti turistici, che potrà ora essere finalmente tutelata e promossa grazie alla nuova legge n.158/17 che contiene misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni".

La nuova norma stabilisce misure a favore della diffusione della banda larga, della promozione dell'agroalimentare con filiera corta, del turismo di qualità.

"Quella delle realtà sotto i 5 mila abitanti rappresenta in Umbria una rete diffusa su oltre il 39% del territorio, con una presenza che unisce il senso di comunità all'appartenenza geografica e la custodia di valori e tradizioni come quella del cibo e dei prodotti tipici" spiega Coldiretti Umbria. Secondo l'analisi di Coldiretti, basata su dati Istat, nei piccoli comuni umbri vivono 126.792 abitanti, il 14,26% del totale di 888.908. Ci sono anche comuni con meno di mille abitanti e in gran parte si trovano in Lunigiana e Garfagnana, ma anche in Alto Mugello, Valtiberina, Amiata e nei territori collinari a sud della regione. I piccoli comuni - commenta il presidente regionale Coldiretti Sicilia, Francesco Ferreri - rappresentano opportunità straordinarie per far conoscere il paniere di specialità di cui sono ricche ma al basso costo della vita, all'aria pura, alle viarie opportunità di crescita che derivano proprio dall'agricoltura si contrappone la carenza infrastrutturale.

"Questi piccoli centri hanno prodotto nei secoli un patrimonio straordinario di beni culturali ed ambientali, abilità manifatturiere, saperi e sapori, soprattutto da parte del mondo agricolo - ha detto Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana - che oggi appaiono poco competitive da un punto di visto economico". Qui si producono la maggior parte delle nostre Dop e Igp e dei nostri vini più pregiati, insieme a tanta parte di quel made in Italy apprezzato a livello internazionale.