Aborto. In Campania più obiettori del resto d'Italia: coscienza o truffa?

Aborto. In Campania più obiettori del resto d'Italia: coscienza o truffa?

Prospero Rigali
Gennaio 13, 2018

Il numero di aborti totali eseguiti riferito dalle Regioni è stato di 84.926, in calo del 3.1% rispetto al 2015, anno in cui fu registrato un -9.3%. Dato più che dimezzato rispetto ai 234˙801 del 1982, anno in cui fu riscontrato il valore più alto in Italia.

Dalla relazione emergono disomogeneità sui tempi di attesa tra le Regioni, che in linea generale sono in calo. "Se realmente così fosse, la Ministra dovrebbe trarre le ovvie conseguenze, eliminando l'obbligo di prescrizione per le minorenni, e permettendo la distribuzione gratuita nei consultori e nei poliambulatori". Le interruzioni volontarie di gravidanza vengono effettuate nel 60,4% delle strutture nazionali disponibili con una copertura adeguata, tranne che in Campania e nella Provincia di Bolzano dove risulta un numero di punti Ivg inferiore al 30% delle strutture censite. Raggiunge quasi il 70,9% la percentuale di medici ginecologi obiettori nel nostro Paese (dato del 2016), un dato che sembra stabilizzarsi (era il 70,5% nel 2015).

Tra le altre cose, la proposta di legge prevedeva un aumento dei ginecologi non obiettori negli ospedali pubblici. Restano invece stabili e molto alte le percentuali relative alle interruzioni di gravidanza delle donne straniere che restano un terzo del totale: il tasso di abortività (15,7 per mille) resta quasi 3 volte più alto di quello delle donne italiane. Valore identico a quello del 2015, ma in diminuzione rispetto agli anni precedenti, con livelli più elevati nell'Italia centrale. I tassi di abortività più elevati restano fra le donne di età compresa tra i 25 e i 34 anni.

Prima di tutto con una spiegazione culturale, ovvero data dal fatto che storicamente le ragazze italiane (come d'altra parte anche gli uomini) tendono a restare più a lungo in famiglia rispetto a quanto avviene in altri contesti d'Europa.

Di tutti gli aborti registrati in Italia nell'anno 2016, circa 1/3 sono da attribuirsi a donne straniere; anche per loro tuttavia, come per le donne italiane, il numero è in forte calo. Negli ultimi anni, sarebbe stato registrato un aumento, seguito da una stabilizzazione e poi da una diminuzione, quest'ultima meno evidente tra le 15-16enni. Questo fa sì che la frequenza dei rapporti sessuali e il numero dei partner siano inferiori rispetto ai coetanei di altri Paesi europei.

La concreta attuazione in Puglia della legge sull'interruzione volontaria della gravidanza, la 194 del 1978, torna protagonista in Consiglio regionale con la proposta di legge in materia del consigliere Cosimo Borraccino (Sinistra Italiana) che è stata oggi nuovamente bocciata dalla commissione Sanità. Sia per le donne italiane che per le straniere, nelle ultime generazioni, sono le ventenni a mostrare un ricorso più elevato all'aborto volontario. Un dato destinato a incidere sulla rilevazione del tasso di abortività.