La Corea prepara il divieto per le criptovalute, tonfo Bitcoin

La Corea prepara il divieto per le criptovalute, tonfo Bitcoin

Bruto Chiappetta
Gennaio 12, 2018

Secondo gli osservatori, tale ridimensionamento può derivare da tre motivi.

Gli analisti stanno guardando alla Corea del Sud come possibile ragione delle ultime flessioni. Verso la fine del 2017 la criptovaluta più nota al mondo ha mostrato qualche scivolone, che però ha visto il suo valore crescere più di 10 volte nel corso dell'ultimo anno, anche considerando gli alti e bassi delle scorse settimane. Questo permette alle persone di utilizzarle anonimamente, che è anche la ragione del perché gli hackers hanno 'assaltato' il sistema monetario digitale. Le autorità sudcoreane avevano già detto lo scorso mese che avrebbero autorizzato il trading delle criptovalute soltanto su piattaforme qualificate di scambio, parlando anche della possibilità di imporre una tassa sui guadagni in conto capitale realizzati attraverso il trading delle monete. E lunedì, gli ispettori ufficiali sud-coreani hanno ispezionato le sei maggiori banche locali, rivedendo le misure delle istituzioni anti riciclaggio in merito agli scambi delle criptovalute. Ciò che è certo è che, se la notizia fosse confermata, impatterà fortemente su tutti i mercati a livello globale. Di fronte all'immediata ondata di e-mail di protesta sul sito internet della Casa Blu, il Palazzo presidenziale, il portavoce del capo dello Stato si è affrettato a precisare che la decisione non è ancora presa e le transazioni hanno ripreso vigore. Telegram invece vuole creare una propria rete blockchain, che si chiamerà Telegram Open Network, e inserire nel programma di messaggistica un portafogli elettronico per i Gram con un'interfaccia molto più facilmente utilizzabile e comprensibile rispetto a quelle delle altre monete virtuali attuali.

Quindi il recente crollo potrebbe semplicemente rappresentare il ritiro dei profitti dal mercato delle criptovalute da parte degli iniziali investitori. Il cosiddetto oracolo di Omaha, la località che ha dato i natali al CEO della conglomerata Berkshire Hathaway, ha spiegato ai microfoni di Cnbc di non avere alcun interesse a scommettere su un ribasso dei prezzi di Bitcoin nel mercato dei future.