Il clochard bruciato, indagati due minori:

Il clochard bruciato, indagati due minori: "Era uno scherzo"

Prospera Giambalvo
Gennaio 12, 2018

In un primo tempo sembrava che il senza tetto fosse morto nel rogo causato da una sigaretta, accesa caduta dentro l'auto. Ma gli accertamenti dei carabinieri hanno portato alla luce la nuova, terribile, ipotesi. Tanto più che quasi subito in paese hanno cominciato a circolare strane voci.

I due avrebbero lanciato dei petardi contro l'auto di Ahamed Fdil, un marocchino di 64 anni, incendiandola. "Mia moglie quel giorno ha visto i soliti ragazzini girare in zona, e prima di vedere le fiamme ha sentito uno scoppio" ha spiegato il soccorritore al Corriere della Sera. E il tredicenne, vista l'età, non è neanche imputabile. C'è quello di un immigrato che si era integrato nella comunnità e aveva perso il lavoro e, con esso, tutto quello che aveva conquistato.

Sembra che il 13enne abbia raccontato che, per noia, l'amico avrebbe preso un pezzo di carta e, dopo averle dato fuoco, l'avrebbe lanciata nell'abitacolo dell'auto del clochard, attraverso il finestrino. E ci sono le vicende di due ragazzi privi di umanità, che non sanno cosa sia il divertimento e lo scherzo.

Tutti sono concordi nel ricordare un gruppo di ragazzini che prendeva di mira l'uomo, originario del Marocco ma in Italia dal 1990 quando era arrivato per lavorare come operaio specializzato in una fabbrica della zona prima di essere licenziato per la crisi e finire per strada. Per confrontarsi con il magistrato che si sta occupando del caso il nipote del 64enne si è recato al Tribunale dei minori di Venezia. Ahmed aveva alle spalle una famiglia benestante: il nipote abita a Barcellona ed è proprietario di quattro appartamenti, lui faceva il clochard più che altro per scelta personale.