Congedo per i papà lavoratori: i giorni salgono a 5, come ottenerli

Prospera Giambalvo
Gennaio 12, 2018

Si percepisce fino a un terzo un'indennità pari al 30 per cento dello stipendio per un massimo di dieci mesi. Ora la sezione lavoro della Cassazione ha confermato la decisione dei giudici aquilani. Per questo motivo un dipendente di una ditta di trasporti abruzzese è stato licenziato in tronco dal suo datore di lavoro dopo essere stato sorpreso a fare altro durante la gran parte della giornata. Secondo i giudici infatti il permesso vale solo se è legato "all'interesse del tutelato", cioè il bambino, mentre il papà abruzzese "per oltre la metà del tempo concesso a titolo di permesso parentale" non aveva "svolto alcuna attività a favore del figlio".

I Giudici spiegano ancora: "conta non tanto quel che il genitore fa nel tempo da dedicare al figlio, quanto piuttosto quello che invece non fa nel tempo che avrebbe dovuto dedicare al minore".

Quindi vi è stata una condotta, "contraria alla buona fede" e lesiva nei confronti del datore di lavoro "privato ingiustamente della prestazione lavorativa del dipendente".

Legittimo il licenziamento del lavoratore che, pur avendo chiesto dei giorni al datore di lavoro per congedo parentale, non trascorre il tempo con il proprio figlio, ma si dedica ad altre attività. Quest'ultimo non attiene ad esigenze puramente fisiologiche del minore ma è finalizzato ad appagare i suoi bisogni affettivi e relazionali per realizzare il pieno sviluppo della sua personalità, sin dal momento dell'ingresso nella famiglia. Certo, il nostro Paese non regge al confronto con il Nord Europa. L'articolo 1, comma 354, della legge 232/2016 (legge di bilancio 2017) ha infatti innalzato, a partire da quest'anno, da due a quattro i giorni di congedo obbligatorio, nonché ripristinato il congedo facoltativo di un giorno da fruire in alternativa alla madre, congedo che non era stato prorogato per il 2017. L'obiettivo è sia far partecipare i papà alla vita familiare, che non far ricadere sulle sole donne l'onere della cura. Senza contare che la misura aiuta anche a sconfiggere le discriminazioni delle donne nella vita professionale, per esempio se l'azienda sa che le possibilità di assenza per l'arrivo di un figlio sono uguali per i genitori, ha meno preconcetti nell'assumere una donna. Giornalista pubblicista dal 1996, è professionista dal 2010. Ha da poco aperto un blog di fotografie skybycarphotos.