Rifiuti in ER, Raggi fa retromarcia. Bonaccini:

Rifiuti in ER, Raggi fa retromarcia. Bonaccini:"Surreale"

Prospera Giambalvo
Января 8, 2018

Inoltre, la Capitale durante le feste "ha retto bene", ha fatto sapere. Voglio sperare non ci sia un collegamento con le polemiche politiche. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, oltre 1.000 tonnellate in più di rifiuti sono state raccolte e avviate a trattamento.

Dal Campidoglio replica il presidente della commissione Ambiente Daniele Diaco (M5S): "Portare i rifiuti di Roma in Emilia Romagna costa molto di più, oltre 180 euro a tonnellata".

Ancora scintille sui rifiuti di Roma, che si allontanano sempre di più dall'inceneritore del Frullo. Come possono vedere tutti i romani da settimane - prosegue Bonaccorsi - i cassonetti sono stracolmi, ci sono 1.000 tonnellate di monnezza per strada che non vengono raccolte perché non si sa dove smaltirli, ma l'Amministrazione M5s preferisce tenerli a marcire sui marciapiede piuttosto che trovare una soluzione, perché la priorità per Virginia Raggi è non far pagare un prezzo politico al suo partito.

L'assessore regionale Buschini però reagisce: "Il rispetto istituzionale esige chiarezza verso coloro che si sono esposti offrendo solidarietà". Prima dell'Emilia, la Capitale - nell'elaborare il suo piano B (in caso di criticità o difficoltà con gli impianti già a disposizione) - aveva sondato le strade della Toscana e dell'Abruzzo, in cui il Movimento 5 Stelle continua a confidare. La temporanea attesa per una scelta definitiva è permessa anche da una situazione in netto miglioramento rispetto ai giorni delle festività natalizie, quando tradizionalmente aumentano i quantitativi di rifiuti. Così, intervistato da Repubblica, il governatore Pd dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini commenta il caso dei rifiuti romani all'indomani del mancato avvio dei carichi dalla Capitale all'Emilia Romagna. L'attivazione degli accordi sui rifiuti fra Regioni, anche nel caso di quantitativi esigui, come nel caso dell'Emilia Romagna, servono a monte per legge ed era doveroso attivarli come 'valvolà di cautela. "Non c'è un documento ufficiale che fa venire meno l'opzione della Toscana, più conveniente per la collettività dal punto di vista economico e geografico - spiega Diaco - Sono le due destinazioni scelte fin dall'inizio in base ai principi di prossimità ed economicità che permetterebbero risparmi all'Ama, quindi alla città di Roma".

"Questa e' una vicenda cosi' surreale che, da amministratore con anni di esperienza alle spalle, mai mi era capitata". La Regione guidata da Stefano Bonaccini aveva accolto l'appello dell'omologo laziale Nicola Zingaretti e si era offerta di ricevere e smaltire delle quantità prestabilite per attenuare l'emergenza. Se oggi possiamo resistere alle tariffe stratosferiche che ci impone l'Emilia Romagna governata dal Pd di Renzi è anche perché abbiamo blindato con un contratto-ponte di 18 mesi gli impianti privati di Roma mettendo in sicurezza la città.