Fisco, l'evasione delle imprese ammonta a 93 miliardi di euro

Fisco, l'evasione delle imprese ammonta a 93 miliardi di euro

Bruto Chiappetta
Января 8, 2018

Sebbene sia diminuita di oltre 6 miliardi di euro rispetto all'anno precedente, l'Ufficio studi della CGIA fa sapere che in Italia, a seguito della non corretta dichiarazione dei redditi, sono presenti 93,2 miliardi di euro di imponibile evaso imputabili direttamente alle imprese e alle partite Iva. L'incidenza del nero attribuibile alle aziende sul totale del valore aggiunto prodotto dall'economia non osservata (207,5 miliardi nel 2015, ultimo dato disponibile) è dunque pari al 44,9%. Un altro 37,3 per cento dell'evasione è riconducibile al lavoro irregolare (pari ad un valore aggiunto di 77,4 miliardi) e, infine, un ulteriore 17,8 per cento è ascrivibile alle attività illegali e ai fitti in nero (36,9 miliardi).

I dati ricevuti parlano chiaro: le aziende sono quelle più propense all'#Evasione Fiscale nei riguardi del Fisco per via sicuramente delle ingenti somme di denaro da versare anche se le attività più furbette sono quelle legati a studi di consulenza professionale, ovvero ingegneri, contabili, veterinari e altre libere professioni. In altre parole: pagare meno per pagare tutti. Ovviamente gli evasori seriali vanno perseguiti e messi nelle condizioni di non farlo più, ma attenzione a non fare di tutta l'erba un fascio. A consolarci, se così si può dire, il fatto di essere tra le regioni del Sud a noi limitrofe quella con il comportamento più fiscalmente corretto; a guidare infatti la graduatoria, quindi con dati peggiori dei lucani, la Calabria con 24,7 euro di gettito su 100, la Campania 23,4, la Puglia 22,2, il Molise 20,6, Abruzzo 20,1 le due isole Sicilia e Sardegna, 22,3 e 20 e anche due regioni del centro nord Umbria con 19,8 e Marche con 18. Dopodiché si trova quella riferita alle costruzioni con il 12,3 per cento.