Mazzoli:

Mazzoli: "Biotestamento, una legge di civiltà"

Bruto Chiappetta
Dicembre 16, 2017

L'ok del Senato al ddl sul testamento biologico è arrivato questa mattina con 180 voti a favore, 71 contrari e 6 astenuti. Il provvedimento ora è legge.

NORMA TRANSITORIA. Ai documenti atti ad esprimere le volontà di fine vita in merito ai trattamenti sanitari, depositati presso il Comune di residenza o davanti a un notaio prima della data di entrata in vigore della legge, si applicano le disposizioni della legge approvata dal Parlamento. Stabilisce che nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito senza il consenso "libero e informato" della persona interessata.

Consegue anche che discernere se alimentazione e idratazione artificiale, intese come cure dovute, debbano essere somministrate oppure omesse è di fatto una questione che dipende da una parte dall'analisi delle singole circostanze, dall'altra dall'applicazione del criterio di proporzionalità delle cure.

Il tutto è sempre annotato nel fascicolo elettronico del paziente. La persona disabile deve poterne beneficiare attraverso strumenti che gli consentano di comunicare. Ogni persona ha il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefici e ai rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati, nonché sulle possibili alternative e sulle conseguenze dell'eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell'accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi. Il consenso può essere revocato in qualsiasi momento: la revoca impone la sospensione delle cure in atto, terapia e idratazione/alimentazione artificiale. Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali.

Malgrado i tentativi di strumentalizzazione, secondo il Consiglio nazionale di bioetica (Cnb) "la sedazione profonda continua, che si estende fino alla perdita di coscienza del paziente, va ritenuta un trattamento sanitario e non va confusa con l'eutanasia o il suicidio assistito".

REVOCA DELLE DISPOSIZIONI IN CASO DI NUOVE TERAPIE - Nel caso vengano individuate nuove possibilità di cure, è possibile rivedere le proprie volontà.

"La legge interessa strutture pubbliche e private".

E la terapia del dolore?

Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. A tal fine, è sempre garantita un'appropriata terapia del dolore, con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l'erogazione. elle cure palliative di cui alla legge 15 marzo 2010, n. 38. Non deve esserci ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e nel ricorso a trattamenti inutili o sproporzionati.

Il consenso per la persona interdetta ai sensi dell'articolo 414 del Codice Civile viene dato o rifiutato dal tutore, sentendo quando possibile la persona. Si è preferita invece la assoluta vincolatività della dichiarazione anticipata negando la funzione responsabile del medico.

L'articolo 4 rappresenta la novità più importante della legge e riguarda nello specifico le disposizioni anticipate di trattamento (DAT). Se il paziente non è in grado di decidere, il medico deve confrontarsi con una persona di fiducia del paziente per revocare le decisioni date. La legge prevede che ogni persona maggiorenne capace di intendere e di volere possa dare queste indicazioni. Voglio o non voglio che siano iniziati trattamenti anche se il loro risultato fosse uno stato di demenza, uno stato di incoscienza senza possibilità di recupero. Possono quindi essere rifiutati o sospesi, se il paziente lo richiede. In caso di controversia decide il giudice tutelare. Sono inoltre previsti una serie di registri regionali in cui depositare le disposizioni. La pianificazione può essere aggiornata. Se il paziente lo desidera, nella relazione di cura tra lui e il medico, possono essere coinvolti anche i familiari.