Prodi: "Pisapia non si è dimesso. Mancavano le motivazioni"

Prospera Giambalvo
Dicembre 7, 2017

"Non tutte le frittate finiscono con il venir bene".

Quella di Giuliano Pisapia "non è stata una defezione, perché Pisapia non aveva deciso".

Tuttavia per l'ex premier, che questa mattina ha incontrato il "pontiere" dem Piero Fassino, "il processo (di ricostruzione del centrosinistra, ndr.) va avanti". Romano Prodi analizza la vicenda del centrosinistra e la decisione dell'ex sindaco di Milano a chiudere sul nascere l'esperienza di "Campo Progressista", parlando a Roma, alla "Nuvola" di Fuksas in occasione della prima giornata di "Più libri, più liberi". Si tenterà di nuovo perché è un processo importante ed utile al Paese.

"Non è che Pisapia era il leader di una coalizione e si è dimesso. E questo mi dispiace", ha detto il Professore.

"D'altra parte - afferma ancora Prodi - la stessa crisi c'è anche a destra". Un programma politico puo' anche essere di sei volumi. Il problema è che bisognerebbe ricominciare da capo. "Dopo di che ti arriva il programma di 140 lettere ma non è che sia più soddisfacente di quello che c'era". E' senso di realismo. Perché i tedeschi ci mettono sei mesi a fare il programma di governo? "Pensate non sappiano né leggere né scrivere?".