Medio Oriente, cresce il numero dei feriti negli scontri a Gerusalemme

Medio Oriente, cresce il numero dei feriti negli scontri a Gerusalemme

Prospera Giambalvo
Декабря 7, 2017

Risponde però anche lo Stato ebraico. L'agenzia di stampa Maan riferisce che 16 dimostranti sono stati intossicati da gas o feriti da proiettili rivestiti di gomma in scontri con l'esercito israeliano a Tulkarem e a Qalqilya.

Intanto nei territori palestinesi esplode la rabbia: "Quel che chiediamo ora è che l'Autorità Palestinese del Presidente Mahmoud Abbas sospenda tutti i negoziati di pace con gli israeliani" dice un manifestante in Cisgiordania.

"Facciamo appello per una nuova intifada contro l'occupazione e contro il nemico sionista, ed agiamo di conseguenza": ha scandito in un infuocato discorso videotrasmesso da Gaza Ismail Haniyeh, il leader politico di Hamas, la formazione che controlla la Striscia. Violente manifestazioni sono già cominciate in Libano e ancora in Turchia, dove centinaia di manifestanti si sono radunati di fronte all'ambasciata degli Stati Uniti di Ankara e davanti al consolato di Istanbul.

"Gerusalemme è sempre stata la capitale d'Israele" dice un residente. "È giunto il momento".

"In seguito ad un esame della situazione da parte dello Stato maggiore, è stato deciso che un certo numero di battaglioni saranno inviati come rinforzo in Giudea-Samaria (Cisgiordania)", ha reso noto il portavoce militare israeliano.

Come prevedibile cresce la tensione in Medio Oriente dopo la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.