Nuove costruzioni, senza presa per auto elettriche niente titolo abilitativo

Nuove costruzioni, senza presa per auto elettriche niente titolo abilitativo

Bruto Chiappetta
Novembre 14, 2017

La seconda è che, per ora, solo Milano, Torino, Bologna e Campobasso rispettano il Testo Unico. Pena: il mancato rilascio del titolo abilitativo.

Al momento sono poche le amministrazioni che si sono adeguate.

Entro il 31 Dicembre 2017 tutte le amministrazioni locali dovranno inserire nei piani regolatori ed edilizi una norma che obbligherà i proprietari di edifici superiori ai 500 metri quadri e di nuova costruzione, a predisporre gli impianti elettrici all'allaccio delle colonnine per la ricarica delle vetture. Aprevederlo è il Testo unico dell'edilizia. Se i Comuni non si allineano, il Testo unico edilizia prevede che le Regioni facciano decadere le concessioni edilizie rilasciate per edifici non costruiti seguendo le regole, in base, appunto, alle leggi regionali.

Quella dell'obbligo di installare le colonnine di ricarica nelle case di nuova costruzione non è una novità e non è nemmeno un'iniziativa italiana, visto che si tratta dell'attuazione della direttiva europea 2014/94/UE, che In Italia era già stata recepita con il Dl 83/2012, il quale a sua volta aveva indicato nel 1° giugno 2014 la data entro cui i Comuni avrebbero dovuto inserire nei regolamenti edilizi la norma sulle colonnine di ricarica.

I regolamenti edilizi aggiornati con questa nuova obbligatorietà hanno a monte il pieno supporto della UE che, entro il 2030, ha previsto che tutti i produttori dovranno ridurre del 30% le emissioni della propria flotta, ampliando allo stesso tempo di un terzo dell'offerta di veicoli a motore elettrico.

Il Dlgs 257/2016 dà indicazioni più specifiche.

Le infrastrutture e le prese di ricarica per le auto elettriche devono permettere la connessione di un auto per ogni parcheggio (coperto o scoperto che sia) o per ogni box-auto dell'immobile. Per gli edifici pubblici non c'è obbligo.

Edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative.

Per gli edifici residenziali nuovi con almeno 10 unità abitative il numero di parcheggi e box auto con lacolonnina non deve essere inferiore al 20% del totale. Le colonnine sono un servizio misurabile: l'accesso alla ricarica, in genere, avviene tramite tessere magnetiche individuali e quindi è possibile ripartire le spese sulla base degli effettivi consumi. Nel caso di una colonnina installata nel box di pertinenza di una singola proprietà, anche se in condominio, se l'allacciamento elettrico per lo spazio garage è comune, è possibile installare un contatore e procedere alla lettura dei consumi ogni anno, comunicandoli poi all'amministratore. Nella lista figurano solo alcuni capoluoghi del Nord e Campobasso, ma siamo agli sgoccioli. Risale a tre anni fa anche l'adeguamento di Bologna: l'articolo 55 norma la presenza di prese nei box e posti auto di tutti gli immobili con superficie superiore a 500 metri quadrati. A Torino l'obbligo è per gli immobili di grandi dimensioni e con uso non residenziale.