Boss scissionista ucciso a Terracina, in manette quattro persone

Boss scissionista ucciso a Terracina, in manette quattro persone

Prospera Giambalvo
Novembre 14, 2017

Il boss napoletano, fratello di Gennaro ("O Mckey") detenuto in regime di 41 bis per associazione di stampo mafioso e omicidio, era stato ucciso dai killer in uno stabilimento balneare di viale Circe, con 11 colpi di arma da fuoco.

L'attività investigativa ha consentito di ricostruire la dinamica dell'omicidio accertando, attraverso le prime testimonianze, che Gaetano Marino si trovava in vacanza con la famiglia a Terracina ed era nello stabilimento balneare quando, intorno alle 17, si era allontanato per raggiungere la strada insieme a Raffaele Iavazzi, indagato per favoreggiamento per l versione poco chiara dei fatti fornita nell'immediatezza e poi finito agli arresti. Dopo gli spari, la Fiat Punto aveva invece ingranato la retromarcia danneggiando diversi motorini parcheggiati e poi era ripartita in direzione Roma. Quest " ultima vettura era stata poi ritrovata a Terracina il giorno seguente, nei pressi dell'abitazione di Carmine Rovai che aveva prestato il mezzo a Salvatore Ciotola. Poiche', da indagini di polizia si era scoperto che Rovai, Ciotola e il proprietario della Fiat Punto erano soggetti legati ai clan di Secondigliano, veniva intrapresa la pista investigativa secondo cui il movente era da inquadrare nella cosiddetta faida di Secondigliano tra gli 'scissionisti', che vedeva il gruppo degli Abbinante-Notturno-Aprea-Abete opposto alle famiglie Magnetti-Petriccione, legate al clan Vanella-Grassi. Nel momento dell'omicidio sul lungomare era posteggiata una Fiat Grande Punto in doppia fila con a bordo due uomini e poco più avanti un'altra Punto parcheggiata di traverso su viale Circe in modo da sbarrare il passaggio. Dalla prima auto era sceso l'esecutore materiale del delitto che poi era fuggito. Furono anche identificati a bordo delle autovetture Giuseppe Montanera (referente della famiglia Abete-Notturno) e Arcangelo Abbinante (referente della famiglia Abbinante), quest'ultimo esecutore dell'omicidio.

Furono proprio Abbinante e Montanera a decidere la strategia da attuare, scegliendo quale vittima predestinata Marino Gaetano e utilizzando Rovai, detto o'cinese, e Ciotola- entrambi collegati al clan Abbinante - quali soggetti che potevano fornire supporto logistico.

Il clan nel quale militava il pluripregiudicato 48enne Marino è stato perpetrato nell'ambito della guerra con gli Scissionisti di Secondigliano per la gestione delle Case Celesti di Scampia.

Destinatari dell'ordinanza, in quanto responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro e con altri, di aver cagionato la morte di Gaetano Marino, eseguita con colpi di arma da fuoco, con le aggravanti di aver agito con premeditazione e con metodo mafioso, esplicitato dalle modalità inerenti sia l'organizzazione che l'esecuzione del delitto sono: Arcangelo Abbinante, classe '90, in qualità di esecutore materiale; Giuseppe Montanera, classe '76 perché componente commando; Carmine Rovai, classe '67, e Salvatore Ciotola, classe '62 come appoggi logistici.