Usa lasciano l'Unesco dopo l'ingresso della Palestina

Prospera Giambalvo
Ottobre 12, 2017

Il Dipartimento di Stato americano ha spiegato che la decisione "non è stata presa a cuor leggero e riflette le preoccupazioni degli Stati Uniti per il crescente arretramento dell'Unesco, per la necessità di una fondamentale riforma dell'organizzazione e per i suoi persistenti pregiudizi anti-Israele". A pesare sono le recenti risoluzioni che hanno condannato Israele e gli insediamenti, incluse quella su Hebron, in Cisgiordania, dichiarata parte del patrimonio storico palestinese, e l'altra sulla Città Vecchia di Gerusalemme. Ma esiste anche un motivo prettamente economico.

Il segretario di Stato Rex Tillerson ha deciso di fermare quello che è considerato solo uno spreco. "È una perdita per l'Unesco".

Già dal 2011 gli Stati Uniti non finanziano più l'UNESCO, dopo il voto con cui la Palestina è stata ammessa come stato membro.Irina Bokova, attuale direttrice generale dell'UNESCO, ha detto che la decisione degli Stati Uniti è stata accolta con "profondo dispiacere". "È una perdita per il multilateralismo - continua Bokova - il compito dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura non è finito e continueremo ad andare avanti per costruire un 21esimo secolo più giusto, più pacifico e più equo, e per questo l'UNESCO ha bisogno dell'impegno di tutti gli Stati".