Rosatellum, protesta M5s davanti alla Camera: andate a lavorare

Rosatellum, protesta M5s davanti alla Camera: andate a lavorare

Prospera Giambalvo
Ottobre 12, 2017

Una bagarre che vede protagonisti anche Mdp e Sinistra italiana: Speranza, D'Attorre, Stumpo, Fassina tutti in piedi e rossi in volto. Dal banco della commissione Ignazio La Russa (Fdi) ha alzato un cartello con la scritta "Hablamos", parliamo, leitmotiv della campagna unionista della Catalogna.

Roma. E' stato tra lunedì sera e martedì mattina che si sono giocate le ultime e decisive carte, in una triangolazione tra partiti, governo e Quirinale, intorno alla riforma elettorale che oggi va al voto - con fiducia - alla Camera.

In giornata si voterà ancora sul Rosatellum alla Camera, lo si farà in un clima tutt'altro che disteso.

"Se non passa questa Legge elettorale perché ci sono i voti segreti, e anche questo secondo me è irrispettoso, andremo a votare con il vecchio proporzionale e quindi ci sarà l'anarchia, il caos".

Prime due fiducie senza patemi La terza votazione di fiducia sull'articolo tre riguarda la delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali e dei collegi plurinominali. Si rischiava di finire stritolati dalle imboscate di chi non ha nulla da perdere e nel segreto dell'urna avrebbe cercato di affossare tutto. Per questo motivo, le leggi elettorali sono patti tra società e Stato, tra Palazzo e Piazza, tra Paese reale e Paese legale, patti più forti dello stesso patto costituzionale. Noi dentro, voi fuori. "Pacificamente, ma come popolo". Nonostante i 200 emendamenti presentati da M5S, Mdp e SI il Rosatellum non dovrebbe avere problemi a passare alla Camera e al Senato considerando che, in sede di quest'ultimo, non sono ammessi voti segreti.

Anche Rifondazione comunista sarà in piazza Montecitorio a fine mattinata con i suoi militanti. Con molta probabilità insieme a Beppe Grillo. Anche la sinistra si scaglia duramente contro Pd e governo. Sono contenti sia Silvio Berlusconi sia Matteo Salvini. E D'Alema attacca: 'Legge inaccettabile, la dirigenza del Pd logora la democrazia'. Sembrano peccati veniali quelli relativi al modo di arrivare alla conclusione di questi sforzi (si è fatto abbondante ricorso alla fiducia per ogni tipo di decisione e l'alta maggioranza raggiunta in Parlamento, con una parte delle opposizioni, compensa l'atto di forza del governo) e alla modifica delle regole del gioco poco prima di cominciare il gioco (procedura poco corretta, ma non illegittima costituzionalmente). Una legge che toglie la sovranità ai cittadini di scegliere i propri eletti viene approvata togliendo la sovranità al Parlamento. L'articolo uno del Rosatellum, sulle quali il governo aveva posto la fiducia. Lo dichiara Marco Meloni, deputato del Pd e direttore della Scuola di Politiche fondata da Enrico Letta. Gli fa eco il "nemico" interno al M5s, Roberto Fico, che davanti a Montecitorio spiega ai giornalisti come l'intera vicenda sia scandalosa. Il candidato premier pentastellato assicura: "Se non ce la dovessimo fare a fermarli, tenetevi pronti perche' la prossima settimana saremo di nuovo in piazza davanti al Senato". Poi arrivano gli inviti, non troppo cortesi, a farsi da parte: "Hai rotto il c...", "dimettiti" gli urlano i manifestanti fino a quando Di Battista è costretto a lasciare il campo.