Foppapedretti, caso doping Miriam Sylla:

Foppapedretti, caso doping Miriam Sylla: "Cibo contaminato, può tornare in campo"

Minervino Buccola
Ottobre 12, 2017

Miriam Sylla potrà giocare con la Foppa. È un arcobaleno nel cielo rossoblù della formazione di pallavolo femminile bergamasca quello comparso nel tardo pomeriggio di martedì 10 ottobre. La schiacciatrice azzurra, infatti, è stata scagionata dalle accuse di doping. La 22enne schiacciatrice, trovata positiva al clenbuterolo (un principio contenuto nei farmaci antiasma che può stimolare l'aumento della massa muscolare e la diminuzione di quella grassa) durante le Final Six del Grand Prix dal 2 al 6 agosto a Nanchino (Cina), può tornare subito a disposizione del tecnico di Bergamo Stefano Micoli.

Sin da quando la notizia della positività è diventata pubblica si era parlato di contaminazione alimentare e questa tesi aveva preso consistenza quando per la stessa sostanza era stata trovata positiva - pochi giorni dopo la Sylla - anche l'alzatrice della nazionale serba, Ana Antonjievic.

La Federazione si era subito schierata a difesa della giocatrice palermitana sostenendo l'ipotesi della contaminazione alimentare. Una quantità ridottissima di clenbuterolo, sostanza purtroppo spesso utilizzata per "gonfiare" i bovini prima della macellazione in presenza di scarsi controlli.

La scorsa settimana, la Federazione internazionale ha reso noto di aver revocato la sospensione della palleggiatrice serba, spiegando che un'analisi dettagliata del caso aveva dimostrato che la positività era causata dal consumo di carne a Nanchino durante il torneo. Ora lo stesso pare sia avvenuto anche per Sylla, stando almeno alla breve news pubblicata da Gian Luca Pasini sul suo blog per la Gazzetta dello Sport dedicato alla pallavolo.