Macron: serve un esercito comune europeo

Macron: serve un esercito comune europeo

Prospera Giambalvo
Settembre 26, 2017

Tra le proposte concrete avanzate dal presidente francese c'è quella di una "forza di intervento militare comune" in Europa e di un "bilancio della difesa condiviso" fra i partner europei in dieci anni.

Va da sé che la sicurezza viene prima: è infatti la condizione principe per vivere in Europa sottolinea; la seconda è la difesa.

Idem dicasi per la polizia comune delle frontiere; ma nell'idea d'Europa che Macron delinea davanti agli studenti, le frontiere non sono più quelle che abbiamo imparato sui libri di storia e geografia, ma quelle nuove del continente. Un corpo che dovrà effettuare una "rigorosa" gestione dei confini del continente.

Le vuote parole di rito sulla volontà di non lasciare da sole Italia e Grecia sul fronte dei migranti ("Fin quando lasceremo i nostri partner sommersi senza aiutarli a difendere le frontiere, mancheremo di umanità") lasciano ben presto il posto alla strategia con cui il giovane presidente francese si propone come regista del rilancio con cui intende presentare quest'ultimo ai cittadini che nei confronti dell'Unione nutrono una crescente sfiducia.

Quanto al ministero delle Finanze europeo, tanto caro alla Germania ma anche allo stesso Macron che lo aveva proposto, il presidente ripete di voler costruire "il prima possibile una zona euro forte, efficace, solidale" perché "abbiamo bisogno di un bilancio più forte" precisando poi che la "solidarietà richiesta da un bilancio" comune "può andare solo di pari passo con maggiori responsabilità e rispetto delle regole". Il presidente ha quindi lanciato un appello a 'rifondare un'Europa sovrana, unita e democratica' rilanciando la lotta 'contro l'insicurezza, il terrorismo sul web e i cyberattacchi'.

Il presidente ha chiesto anche la creazione di "una procura europea antiterrorismo", così da "poter agire insieme, dalla prevenzione alla repressione".

"L'Europa dovrà essere quello spazio in cui ogni studente parlerà almeno due lingue entro il 2024". "L'Europa del multlinguismo è una chance inedita", ha continuato.

Infine il passaggio sulle olimpiadi del 2024, che saranno ospitate nella capitale francese: "Non sarà Parigi, ma la Francia e l'Europa che faranno vivere lo spirito olimpico".

Quello di Macron è stato un discorso dai toni a tratti alti, fatto di citazioni e di proposte, in tutto un'ora e 40 minuti, poi la conclusione e la standing ovation, con 3 minuti di applausi.