Voto di scambio politico-mafioso nel Ragusano: 6 arresti

Voto di scambio politico-mafioso nel Ragusano: 6 arresti

Prospera Giambalvo
Settembre 21, 2017

E' indagato anche l'attuale sindaco di Vittoria (Ragusa), Giovanni Moscato, nell'ambito dell'indagine "Exit poll" della Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Catania.

Tra gli arrestati (ai domiciliari) spiccano i nomi dell'ex sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, e del fratello Fabio, attuale consigliere comunale di Vittoria. La Procura ha sottolineato che non è stata chiesta alcuna misura cautelare nei confronti di Moscato perché il reato ipotizzato non la prevede.

Moscato avrebbe portato avanti la stabilizzazione di 60 dipendenti della ditta che si occupa dello smaltimento dei rifiuti.

Un contributo notevole è stato fornito dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia da cui "è emerso con chiarezza l'intreccio affaristico-politico-mafioso che, nella città di Vittoria, ha condizionato e orientato le scelte elettorali anche prima delle elezioni amministrative del 2016", dicono i magistrati. Giuseppe Nicosia era sospettato di avere ricevuto il sostegno della Stidda anche per le elezioni del 2006 e 2011.

Nelle fasi antecedenti la competizione elettorale del 2016, sono stati registrati contatti tra i due politici e gli esponenti di vertice del clan stiddaro Puccio Giombattista e Venerando Lauretta.

In questo allarmante scenario le attività dei Finanzieri dei Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Catania hanno consentito di tracciate ed attualizzare i contatti avvenuti tra i fratelli Nicosia ed esponenti dei vertici della 'Stidda', sodalizio mafioso che risulta essere particolarmente attivo, in area vittoriese, nella gestione economica di interi settori quali la raccolta della plastica e la produzione degli imballaggi per i prodotti ortofrutticoli. "Un indagine che è partita nell'aprile del 2016 e conclusa nel febbraio del 2017, effettuate a ridosso delle consultazioni elettorali, dove sono state monitorate le dinamiche che soggiacevano a determinati interessi dei mafiosi, che necessiotavano dell'appoggio del politico che poi sarebbe stato eletto alle elezioni". Gli inquirenti hanno accertato che Raffaele Giunta, che è stato candidato al Consiglio Comunale prima che uno scandalo mediatico gli imponesse il ritiro dalla competizione, avrebbe chiamato Lauretta alla ricerca di voto.

Giorno 1 giugno, 2016, inoltre, gli investigatori hanno assistito a un incontro tra Fabio Nicosia e Giombattista Puccio. In quella circostanza Puccio espresse la sua disponibilità a sostenerlo politicamente in cambio di benefici connessi allo svolgimento di attività economiche gestite dal figlio nel settore della rimozione dei rifiuti.

E per Giombattista Puccio, Venerando Lauretta, Raffaele Di Pietro e Raffaele Giunta.

Infine, destinataria della misura interdittiva è Nadia Fiorellini, 55 anni, all'epoca dei fatti assessore al comune di Vittoria, per falso ideologico in atto pubblico avendo falsamente autenticato come apposte in sua presenza numerose firme per la presentazione della lista elettorale "nuove idee" in cui era candidato Fabio Nicosia, firme che, invece, erano state apposte da Di Pietro e Giunta.