Pensioni: sindacati, sconto 3 anni madri

Pensioni: sindacati, sconto 3 anni madri

Bruto Chiappetta
Settembre 20, 2017

Cgil, Cisl e Uil hanno dunque deciso di inviare all'Esecutivo un documento unitario chiedendo a gran voce il blocco dell'adeguamento all'aspettativa di vita che scatterà nel 2019 e l'avvio di un tavolo di studio volto ad "individuare un nuovo criterio che rispetti le diversità e le peculiarità di tutti i lavori". La proposta è contenuta nel documento unitario presentato al governo sui temi della previdenza, in cui chiedono anche il riconoscimento di "un bonus contributivo" per i lavori di cura.

Cgil Cisl e Uil, in vista della legge di bilancio, chiedono il riconoscimento di un anticipo per l'accesso alla pensione di vecchiaia per tutte le lavoratrici che abbiano avuto o adottato dei figli (e non solo per l'accesso all'Ape social): uno sconto di 1 anno per ogni figlio fino ad un massimo di 3 anni. "Un intervento sul solo meccanismo dell'Ape sociale è riduttivo, occorre una misura più ampia con il riconoscimento di un anno di anticipo per ogni figlio, fino a un massimo di tre, e il riconoscimento di un bonus contributivo per i lavori di cura, al fine di migliorare le pensioni delle donne", sostengono Cgil Cisl e Uil.

Sindacati in pressing sulle pensioni. Si richiedono infine una riforma della governance di Inps e Inail e il ripristino della piena indicizzazione delle pensioni introducendo un nuovo paniere e recuperando quanto perso in questi anni. Colpa del ritardo con il quale si entra nel mercato del lavoro e dei periodi di mancata occupazione che penalizzano soprattutto le donne (26,3 anni la vita lavorativa media attesa delle donne nel nostro Paese).

Quanto ai giovani, la ricetta della Triplice riguarda la riduzione dell'importo della soglia per l'accesso alle pensioni calcolate con il sistema contributivo (oggi pari a 1,5 volte l'assegno sociale per la pensione di vecchiaia e 2,8 volte per la pensione anticipata). Per quanto riguarda la previdenza complementare, i sindacati definiscono "fondamentale" il rilancio delle adesioni "estendendo la fiscalità incentivante, prevista per i lavoratori privati, anche a quelli del settore pubblico".

Ennesimo punto della proposta sindacale è quello di separare la spesa previdenziale da quella assistenziale.

La risposta del Governo Nessuna risposta ufficiale ancora, ma in un'intervista rilasciata a Radio Capital, il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio fa sapere che: "I numeri che arrivano dall'Inps sono piuttosto severi e dicono che lo spazio per manovra sulle pensioni è molto ridotto".

Il confronto in corso con il governo sulla cosiddetta 'fase due' sulla previdenza, "pur avendo fatto registrare alcuni, parziali, elementi di avanzamento, al momento sta evidenziando significative distanze, anche su elementi particolarmente rilevanti. Distanze che il proseguimento del negoziato ci auguriamo possa far superare".

Pensioni, giovani e lavoratrici: la proposta del Governo Riassumendo quanto detto durante gli ultimi incontri, i rappresentati dell'Esecutivo hanno proposto di introdurre un assegno minimo da 600 - 620 euro (ottenuto sommando alla pensione contributiva una quota del l'assegno sociale), dando parallelamente la possibilità di accedere al trattamento pensionistico a 63 anni e 7 mesi. Per accedere all'Ape sociale in caso di lavori gravosi secondo i sindacati bisognerebbe ridurre il requisito contributivo da 36 a 30 anni.