Sfrattata dalla casetta di legno a 94 anni

Sfrattata dalla casetta di legno a 94 anni

Prospera Giambalvo
Settembre 19, 2017

Spietati con i deboli e deboli con i potenti, è stato questo il titolo della puntata di ieri sera di "Dalla vostra parte" che ha trattato il caso della signora Peppina, sfrattata in mattinata dalla sua casetta di legno di San martino di Fiastra, a causa della mancanza della concessione edilizia.

Anche il sindaco di Fiastra ha emesso un'ordinanza per fermare il "cantiere abusivo" ma la donna non vuole schiodarsi dal posto dove ha vissuto per 75 anni insieme al marito. Mi sento morire se penso di dover andare via, e dove poi? Contro il volere delle figlie, la donna torna nella sua San Martino e alloggia in un container che la famiglia le aveva comprato dopo il sisma del 1997, riattrezzato dopo le scosse dell'anno scorso ma "abbandonato questa estate per colpa del caldo torrido". "In paese possediamo un'area edificabile - racconta Gabriella - e volevamo far costruire lì una nuova abitazione per nostra madre".

L'assessore regionale alla protezione civile, Angelo Sciapichetti, oggi ha detto alla famiglia di aver contattato un esperto di diritto amministrativo che incontrerà domani per cercare di trovare una soluzione. In Comune ci hanno però spiegato che per la concessione edilizia i tempi sono lunghi, almeno 6-8 mesi, così abbiamo ripiegato sulla casetta di legno, rispettando tutte le altre norme: perizia geologica asseverata, giusta distanza dalla sede stradale, autorizzazione della Comunità montana. Le figlie di Peppina, d'accordo con le autorità, avevano concordato lo sfratto per lunedì pomeriggio, ma i carabinieri del nucleo forestale si sono presentati sabato mattina.

La casetta, quindi, sarà sequestrata dallo Stato. "Siamo stati trattati come delinquenti della peggiore specie - si sfoga la figlia - sono venuti di nascosto". Di fronte però alle resistenze della madre, che non desiderava affatto trasferirsi, avevano deciso di costruirle una piccola abitazione in legno ricca di tutti i comfort, da zero. Ecco perché per sanare la situazione è necessaria una deroga del legislatore. Questo vuol dire "non vi lasceremo soli": il resto sono solo chiacchiere così come chiacchiere sono i buoni propositi detti ripetutamente dai vari esponenti del Governo se a queste non seguono i fatti - non si può calpestare così la dignità della gente nè morire di burocrazia.