Anpi: omicidio Ghersi ingiustificabile, ma non intacca Resistenza

Anpi: omicidio Ghersi ingiustificabile, ma non intacca Resistenza

Prospera Giambalvo
Settembre 16, 2017

Savona - L'Anpi nazionale corregge un po' il tiro rispetto all'Associazione partigiani di Savona sulla vicenda della targa in onore di Giuseppina Ghersi, la piccola suffragetta delle Brigate Nere, barbaramente catturata, seviziata, violentata e uccisa dai partigiani a Guerra di Liberazione ormai finita. "Dopo aver letto la storia di Giuseppina ho pensato che bisognava fare qualcosa per ricordare una bambina di 13 anni uccisa senza motivo" è quanto ha dichiarato il consigliere Enroci Pollero, che si è attirato una valanga di critiche e accuse da parte dei comunisti.

Agenpress - "Giuseppina Ghersi al di là dell'età era una fascista Eravamo alla fine della guerra è ovvio che ci fossero condizioni che oggi ci appaiono incomprensibili".

L'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, Sezione Sestri Levante e Tigullio, si è dissociata dall'Anpi sulla targa intitolata a Giuseppina Ghersi, la ragazzina violentata e uccisa dai partigiani pochi giorni dopo la liberazione. Pollero punta a una "vera riappacificazione" sostenuto dal sindaco della cittadina del ponente ligure, medaglia d'oro della Resistenza. "Non si dovrebbe omaggiare una fascista con una targa" - ha commentato il segretario Samuele Rago - "La pietà per una giovane vita stroncata non allontana la sua responsabilità per aver scelto di fiancheggiare e schierarsi con i nazifascisti che tanto dolore hanno portato in tutta la provincia di Savona".

Parole da cui ha preso le distanze Bruno Spagnoletti, dirigente Cgil in pensione. "Non riesco a capire come si possa giustificare l'esecuzione di una bambina di 13 anni". Studentessa delle magistrali alla "Rossello" di Savona scrisse un tema che la maestra inviò al Duce ottenendone i complimenti: questa la sua colpa. La mattina del 25 aprile 1945 Giuseppina fu portata nei locali della Scuola Media "GuidoBono", a Legino, adibito a Campo di Concentramento per i fascisti. Una mano pietosa aveva steso su di lei una sudicia coperta grigia che parzialmente la ricopriva dal collo alle ginocchia. L'orrore era rimasto impresso sul suo viso, una maschera di sangue, con un occhio bluastro, tumefatto e l'altro spalancato sull'inferno. "Per ricordare lei, non chi ha combattuto dalla parte sbagliata" spiega il consigliere secondo il quale però "dall'altra parte non c'erano solo criminali e disgraziati".