Ispra, appello alle Regioni: stop alla caccia dopo roghi e siccità

Ispra, appello alle Regioni: stop alla caccia dopo roghi e siccità

Prospera Giambalvo
Agosto 28, 2017

"Un provvedimento urgente che blocchi la stagione venatoria 2017/2018 e permetta alla fauna e al territorio di ristorarsi, dopo l'interminabile fase di siccità e incendi che ha colpito, e ancora colpisce, l'intero territorio italiano".

I danni all'habitat causati dalla siccità sono poi moltiplicati dagli incendi. Tale situazione, anche aggravata da una drammatica espansione sia del numero degli incendi sia della superficie percorsa dal fuoco (+260% rispetto alla media del decennio precedente; dati Effis, European forest fire information system) in diversi contesti del Paese, comporta una condizione di rischio per la conservazione della fauna in ampi settori del territorio nazionale e rischia di avere, nel breve e nel medio periodo, effetti negativi sulla dinamica di popolazione di molte specie.

L'Ispra ha anche invitato le Regioni a sospendere l'allenamento dei cani da caccia, che stressa la fauna selvatica, quindi vietando la caccia "da appostamento", che si svolge proprio presso gli scarsi punti di abbeverata rimasti.

Infine, l'Ispra ha proposto di vietare per 2 anni la caccia nelle zone colpite da incendi.

Il posticipo o lo stop alla stagione venatoria erano stati chiesti nei giorni scorsi dalle principali associazioni ambientaliste e animaliste. Viste le parole dell'Ispra, adesso sollecita gli enti locali a comportarsi di conseguenza, "prevedendo il divieto o la forte limitazione dell'attività venatoria".

Dal canto suo, il Wwf afferma di non aver ricevuto risposta dalle Regioni a cui aveva scritto agli inizi del mese di agosto per chiedere risposte serie e adeguate alla drammatica situazione della fauna e degli ecosistemi naturali. Ciò può condizionare negativamente il successo riproduttivo e aumentare la mortalità degli individui giovani e adulti, a causa di una maggior vulnerabilità a malattie e predazione', secondo il parere dell'ISPRA che ritiene, quindi, necessario e opportuno che 'vengano adottate a titolo precauzionale misure volte a limitare la pressione venatoria nel corso della stagione'.