Attentato a Barcellona: un bassanese tra le vittime

Attentato a Barcellona: un bassanese tra le vittime

Prospera Giambalvo
Agosto 20, 2017

"Ho visto almeno tre o quattro persone a terra, un poliziotto con una persona in braccio e tutti che correvano, urlavano, piangevano": questa la testimonianza di Luca Terracciano, uno studente italiano che vive a Barcellona e che ha visto di persona quanto successo sulla Rambla. Sembra di assistere ad un copione già scritto ove le uniche novità sono i nomi dei morti e dei feriti. Loro come gli altri sono stati travolti dal furgone mentre passeggiavano sulle Ramblas.

A Ripoll - 10mila abitanti, 10% di origine marocchina - si è formata la cellula attorno a Moussa Oukabir e al fratello Driss, ora in manette. Durante quello che appariva come un normale pomeriggio d'agosto, la tranquillità è stata spezzata da un furgone che a forte velocità ha iniziato a travolgere le persone, percorrendo la strada a zig zag per creare ancora più vittime.

Anche il Torino si aggiunge al cordoglio per le due vittime italiane dell'attentato avvenuto ieri sera a Barcellona.

Dopo l'attentato di Barcellona, anche in Italia la polizia e i carabinieri hanno rafforzato i controlli alle frontiere. Due dei 12 componenti complessivi della banda sarebbero morti nell'esplosione.

"Confermo le due vittime italiane".

L'"agenzia" Amaq ha riportato la rivendicazione dell'Isis ed ha definito gli attentatori "soldati dello Stato islamico": lo ha riferito il Site, organizzazione statunitense che monitora le attività dell'Isis sulla rete. Si è creata questa situazione di incertezza anche perchè sono state date notizie false, per esempio quella sui terroristi che erano in giro nel mio quartiere. Sono Bruno Gulotta, 35enne di Legnano, e Luca Russo, 25 anni, di Bassano del Grappa, e Carmen Lopardo, 80 anni, da più di 60 residente in Argentina, originaria della provincia di Potenza. Fra i morti e i feriti, conferma la protezione civile, ci sono spagnoli, italiani, francesi, tedeschi, americani, britannici, greci, belgi, cubani e cinesi.

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, non e' esclusa l'ipotesi che il materiale esploso nella casa di Alcanar fosse stato preparato per esplodere nell'attentato di ieri di Barcellona.

All'indomani degli attacchi, la Spagna si è stretta in un momento di cordoglio, con la proclamazione di tre giorni di lutto nazionale, ma con la voglia di andare avanti al grido: "Io non ho paura".