Regeni, Nyt: Usa consegnarono prove esplosive, palazzo Chigi nega

Regeni, Nyt: Usa consegnarono prove esplosive, palazzo Chigi nega

Quintino Maisto
Agosto 16, 2017

Lo scrive il New York Times. "Palazzo Chigi avvertito dagli Usa". "Non avevamo dubbi sul fatto che questa era una cosa nota fino ai livelli più alti", spiega l'altro ex rappresentante del governo.

Gli americani, in pratica, non dissero agli italiani chi fosse il responsabile dell'uccisione di Regeni - quale agenzia o servizio di sicurezza - ma portarono altre prove, e non sappiamo quali - per dimostrare il coinvolgimento del governo egiziano. "Ciò che gli americani sapevano per certo, e che dissero agli italiani, era che la leadership egiziana era totalmente consapevole delle circostanze attorno alla morte di Regeni". "Ad oggi, dopo 18 mesi di lunghi silenzi e anche sanguinari depistaggi - scrivono i familiari del ragazzo assassinato in Egitto- non vi è stata nessuna vera svolta nel processo sul sequestro, le torture e l'uccisione di Giulio". "Ministero degli Esteri e funzionari dell'intelligence cominciarono a essere prudenti gli uni con gli altri, talvolta trattenendo informazioni". Il Times parla apertamente di "fratture" all'interno dello Stato italiano. "I servizi italiani avevano bisogno dell'aiuto dell'Egitto per contrastare lo Stato islamico, gestire il conflitto in Libia e monitorare il flusso di migranti nel Mediterraneo". L'articolo è stato scritto da Declan Walsh, corrispondente del New York Times al Cairo, ed è stato molto ripreso dalla stampa italiana per un passaggio che si riferisce a un episodio successo qualche settimana dopo il ritrovamento del corpo di Regeni, il 3 febbraio.

Queste le rivelazioni di uno dei più autorevoli quotidiani del mondo.

365 giorni senza Giulio Regeni - la videostoria Cronaca di un anno terribile per la famiglia di Giulio Regeni, per l'Italia e per tutta quelli che aspettano la verità su questo caso. Prove che dimostravano che i vertici del Cairo erano a conoscenza delle circostanze relative alla morte del ricercatore, e che l'amministrazione americana avrebbe comunicato al Governo italiano. La responsabilità penale, che è sempre personale. Il governo si è mosso per alcuni mesi in coerenza con queste informazioni e con il quadro emerso attorno alla vicenda - ritiro dell'ambasciatore, richiesta di verità - ma nonostante queste prese di posizione, apparentemente dure nei confronti del Cairo, l'azione di Roma ha avuto in realtà sempre un'altra priorità: gli interessi economici in Egitto.

Le parole di Walsh sono state riprese da molti per criticare il governo italiano, che proprio ieri ha annunciato la decisione di mandare al Cairo l'ambasciatore Giampaolo Cantini.