Sala:

Sala: "Piazzale Loreto non è una piazza qualunque"

Prospera Giambalvo
Agosto 12, 2017

Roberto Cenati, presidente milanese di Anpi, ha parlato di "preoccupazioni" per un "salto di qualità" del neofascismo a Milano, ha ringraziato l'amministrazione per la decisione di intitolare una piazza a Giovanni Pesce e rinnovato l'appello di Anpi per la riqualificazione della Loggia dei Mercanti, dove sono le targhe dei Caduti milanesi per la libertà.

Dopo la deposizione delle corone dinnanzi alla Stele dedicata ai 15 Martiri, la cerimonia è proseguita con gli interventi delle istituzioni e dei familiari dei caduti, fra cui il sindaco di Milano e della Città Metropolitana Giuseppe Sala e Sergio Temolo, figlio di Libero Temolo, uno dei 15 partigiani morti durante l'eccidio. Lo dico a chi cerca di minare con alcuni gesti questa condizione, noi ci siamo e ci saremo e il sindaco ci sarà sempre a manifestare il credo antifascista.

Per Beppe Sala, dunque, c'erano invece "tutti gli elementi per definire la manifestazione in questione una chiara apologia del fascismo e identificare le persone".

"Milano non ha mai dimenticato la barbarie dell'eccidio di piazzale Loreto, che animò, ancora di più, l'opposizione al fascismo e animò la lotta per la libertà e la democrazia, monito per noi, per difendere la pace è la convivenza civile, oggi minacciate dallo stragismo jihadista".

Incurante dell'archiviazione disposta dalla magistratura per manifesta infondatezza di qualsiasi ipotesi di reato sui saluti romani dei militanti di CasaPound e di Lealtà e Azione al Campo X come omaggio ai martiri della Repubblica Sociale Italiana, il post-comunista che siede sulla poltrona di primo cittadino di Milano (forse ancora per poco visto le numerose inchieste penali che lo riguardano), ha voluto rimarcare il pronunciamento dei magistrati affermando che l'archiviazione "è stato obiettivamente un segno veramente terribile per la nostra città".

Povero Sala, messo in ombra dallo stesso partito democratico che lo aveva fatto eleggere, rinnegato dai suoi stessi assessori e costretto persino ad ammettere che i blitz alla Centrale sono un beneficio per la città, ora si rivolge all'unica platea che lo ascolta: i vecchietti dell'Anpi, ai quali non sarebbe male se lo stesso Sala, per amore di obiettività, portasse in dono "Il sangue dei vinti" di Giampaolo Pansa. "Rispetto le altre istituzioni - ha aggiunto - ma mi sembra una cosa difficile da capire e da spiegare alle persone per bene come queste, che sono qua oggi. Abbiamo quattro anni, sono lunghi, vediamo se ce la facciamo a fare qualcosa". Bisogna essere molto attenti ogni giorno e farsi forza.