Roma, scritte omofobe su scuola danza:

Roma, scritte omofobe su scuola danza: "Minacce continue"

Quintino Maisto
Agosto 12, 2017

È pericoloso. Mi sembra tutto come un brutto sogno", ha scritto su facebook Andrea Pacifici, socio nella fondazione e nella gestione del Vanity dance studio. "È impossibile per noi lavorare con uno stato d'animo del genere- ha scritto Simone Panella, socio fondatore e gestore della scuola, sempre su Fb- In particolar modo per Andrea.

"Dal primo giorno che abbiamo aperto - denunciano i due sulla loro pagina Facebook - purtroppo abbiamo avuto problemi con alcune persone, minacce, discussioni, inseguimenti, atti intimidatori, allagamenti".

Sulla questione è intervenuta anche Angela Infante, presidente del Gay center e responsabile della formazione degli operatori del numero verde Gay help line: "La danza è un tema centrale nella nostra associazione".

"Mi auguro che non accada ad altri quello che oggi è accaduto a noi!". Scritte ed epiteti offensive sui muri della scuola hanno costretto alla chiusura della scuola.

"Queste sono le immagini di quello che abbiamo trovato nella nostra scuola giorni fa - scrivono -. Perché tutto questo credetemi fa veramente male!".

"La nostra solidarietà verso la scuola è totale - sottolinea il portavoce del Gay Center Marrazzo -". Chiediamo alle istituzioni di vigilare.

Mesi di insulti e attacchi e alla fine un'intrusione che, come chiunque abbia subito una rapina o sia stato violato nel luogo più sacro - la propria casa, la propria sede di lavoro - può testimoniare e certificare, ha lasciato un senso di vulnerabilità e anche di paura dal quale è difficile liberarsi. Ed è proprio per questo che abbiamo istituito un premio speciale per chi combatte l'omofobia nel mondo della danza con una borsa di studio a chi trasmette un messaggio contro le discriminazioni danzando. "Una delle scuole di maggior prestigio in Italia", si legge in una tra le tante recensioni online sulla Vanity Dance Studio.

"Ci sono mura da ripulire e una scuola che ha bisogno di essere sostenuta, non solo attraverso la pulizia della scritte omofobe - dice il presidente di Arcigay Roma, Francesco Angeli -. È necessario un chiaro segnale di solidarietà da parte delle istituzioni in una città che conosce ripetutamente azioni contro le persone gay, lesbiche, bisex e trans".

Puntuale è arrivata la solidarietà del vicesindaco, Luca Bergamo: "Chi fa scritte omofobe - ha commentato - manifesta solo ignoranza e aggressività che sono spesso prodotto della paura di chi non ha gli strumenti per affrontarle". Anche quella dell'attivista LGBT Imma Battaglia, che attraverso il suo profilo invia un appello alla sindaca di Roma Virginia Raggi: "La rinuncia di un gruppo di giovani alla propria passione è la rinuncia di una società intera!"