Goletta verde:

Goletta verde: "Nostri mari sono malati cronici". Campania maglia nera

Prospera Giambalvo
Agosto 11, 2017

Al termine del viaggio lungo i 7.412 chilometri di coste italiane, per prelevare ed analizzare campioni di acque del nostro mare, i tecnici dell'imbarcazione dei Legambiente hanno comunicato che risulta inquinato il 40% dei campioni di acqua di mare.

"Il mare italiano continua a soffrire per la presenza di numerosi scarichi non depurati che continuano a riversarsi in mare e anche quest'anno i dati di Goletta Verde confermano nuovamente la gravità della situazione, segnata anche dal problema dei rifiuti galleggianti e spiaggiati e delle continue illegalità ambientali che sfregiano coste e territori italiani" denuncia Giorgio Zampetti, responsabile Scientifico di Legambiente.

Purtroppo sembra che gli allarmi lanciati da Legambiente servano a poco, in quanto non sono stati riscontrati miglioramenti nei litorali di Lazio, Calabria, Campania e Sicilia, a 5 anni dalle prime segnalazioni.

I parametri indagati per controllare il mare, spiega Legambiente, sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e i tecnici di Goletta Verde hanno considerato come inquinati i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e fortemente inquinati quelli che superano di più del doppio tali valori. Di fronte a questa situazione Legambiente ha presentato alle Capitanerie di Porto 11 esposti, uno per ogni regione in cui sono presente i malati cronici di inquinamento sulla base della legge sugli ecoreati che hanno introdotto i delitti ambientali nel codice penale. Dei 105 campioni di acqua risultati "ben 86 (ovvero l'82%) registrano un giudizio di fortemente inquinato".

Le zone più inquinate risultano essere le foci di fiumi, torrenti, canali, fossi e punti di scarico: in tutto comprendono l'87% dei punti critici rilevati, mentre il restante 13% è relativo alle spiagge frequentate anche dai turisti. Promossa anche la Puglia, che conferma il buon stato di salute delle sue acque. I mari italiani sono malati cronici di inquinamento. Per quel che riguarda invece i cartelli di divieto di balneazione, dei 91 punti vietati alla balneazione dalle autorità competenti, solo 23 presentano un cartello di divieto di balneazione. L'obiettivo dei controlli "è verificare lo stato di qualità del mare e delle coste con particolare attenzione al rischio di inquinamento causato dalla mancanza o inadeguatezza del servizio di depurazione". Ebbene, in Italia solo il 41% del carico generato subisce un trattamento conforme alla direttiva, rispetto ad una media europea del 69%: su 28 paesi l'Italia è al 23/o posto. Senza contare che il 96% dei rifiuti galleggianti è plastica.

A gravare sull'inquinamento è anche la depurazione, evidentemente insufficiente: l'Italia è agli ultimi posti in Europa, dimostra Legambiente riportando i dati del portale "Urban Waste Water Treatment Directive (UWWTD) site for Europe", risalenti al 2014. Legambiente rammenta che per questo motivo l'Italia deve pagare all'Europa 62,7 milioni di euro una tantum a cui si aggiungono 347 mila euro per ogni giorno sino a che non saranno sanate le irregolarità (a partire dal 1 gennaio 2017).