Cos'è e come è nata la 'Faida del Gargano'

Cos'è e come è nata la 'Faida del Gargano'

Prospera Giambalvo
Agosto 11, 2017

Agguato di mafia sulla strada provinciale 272, vicino alla vecchia stazione ferroviaria di San Marco in Lamis, in provincia di Foggia (Puglia).

Per quanto riguarda la scena del delitto, prima di poter mettere un punto fermo sulla ricostruzione effettuata dagli investigatori, sarà necessario attendere la comparazione balistica che verrà effettuata dal Ris, che dovrà stabilire con certezza se, ad esempio a sparare contro il Fiorino e, quindi contro i due contadini, siano state le stesse armi che hanno fatto fuoco ed ucciso Romito e il cognato.

Eppure, in tempi non sospetti ai microfoni di Ottochannel Tv (intervista che vi riproponiamo nel VIDEO allegato), Piernicola Silvis, questore di Foggia, oggi a riposo aveva già lanciato l'allarme sull'escalation criminale che da mesi stava interessando il Gargano e l'alto Tavoliere e sulla recrudescenza dei clan che avevano ripreso a farsi la guerra e a insanguinare il territorio. Il nome di Romito è legato anche alla cosiddetta "faida del Gargano" e alla rivalità con la famiglia Li Bergolis di Monte Sant'Angelo. Una guerra iniziata oltre 30 anni fa e scandita da oltre 30 omicidi, altrettanti tentativi di omicidio e decine di casi di lupara bianca. Poi l'alleanza subì una rottura e anche queste due famiglie entrarono in guerra uccidendosi tra loro. La catena di delitti comincia il 28 marzo del 1981 quando scompaiono nel nulla - forse inghiottiti per sempre da una delle grotte garganiche o, secondo alcuni, dati in pasto ai maiali - cinque componenti della famiglia Ciavarrella: Matteo, di 57 anni, la moglie Incoronata Gualano, di 55, e i tre figli, Nicola, Giuseppe e Caterina, di 17, 16 e 5 anni. E quando tutti i Tarantino o i Ciavarrella sono praticamente estinti si passa ad eliminare i cognati. Famiglie in guerra tra loro ma che a seconda della convenienza si alleano tra loro anche con qualche clan della Società, la mafia di Foggia. Una guerra tra ex allevatori ora diventanti imprenditori dei traffici illeciti, tra cui la droga e le estorsioni.