Giornalismo: fusione tra Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

Giornalismo: fusione tra Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

Prospera Giambalvo
Agosto 6, 2017

E' l'analisi dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia in merito all'operazione Gazzetta del Sud-Giornale di Sicilia, annunciata dai due gruppi editoriali. "La Ses Spa - comunicano i soggetti i soggetti interessati dall'affare - coprirà così due intere regioni, Sicilia e Calabria, con una informazione completa e multimediale: due testate storiche quali Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia, i rispettivi siti web, televisioni e radio". Con tale obiettivo la Ses - Società Editrice Sud Spa acquisirà dall'editore Antonio Ardizzone la quota di controllo del gruppo a cui fanno capo il Giornale di Sicilia, la televisione regionale TGS e la radio RGS. Per il Giornale di Sicilia, almeno dal punto di vista formale, non cambiano gli assetti perchè Antonio Ardizzone entrerà nel consiglio di amministrazione della Ses e continuerà a essere presidente e direttore del quotidiano palermitano. Si dice vicino ai colleghi, contrattualizzati e precari, professionisti e pubblicisti, e ai lavoratori amministrativi e poligrafici che gravitano nell'ambito delle due principali testate e dei due gruppi editoriali.

"Nei giorni scorsi è stato siglato l'accordo preliminare, ma viene già espressa soddisfazione dal direttore editoriale e amministratore delegato di Ses - Gazzetta del Sud, Lino Morgante, dal presidente Giovanni Morgante e dall'editore direttore del Giornale di Sicilia, Antonio Ardizzone".

Nella nota viene specificato che: "il 51 per cento della Ses Spa farà sempre capo alla Fondazione Bonino Pulejo di Messina e si annuncia anche che Ardizzone entrerà nella compagine azionaria, nel cda e manterrà il ruolo di direttore del Giornale di Sicilia". Non sono escluse forme di fusione. Nessun mutamento sostanziale, invece, per l'altro quotidiano, La Sicilia edito a Catania, di proprietà di Mario Cancio. Un quadro che negli ultimi anni ha portato al Giornale di Sicilia la cassa integrazione per i giornalisti e tagli sul personale non giornalistico.