Rooney, il figliol prodigo torna a casa: Mou ne taglia un altro

Rooney, il figliol prodigo torna a casa: Mou ne taglia un altro

Minervino Buccola
Luglio 22, 2017

L’ex capitano del Manchester United ha riabbracciato il “suo” Everton

L’attaccante più prolifico nella storia del Manchester United. Semplicemente questo titolo basterebbe per spiegare Wayne Rooney, un giocatore che ha stravolto l’idea di attaccante vecchia maniera per renderlo moderno, interpretando il ruolo una maniera unica ed inimitabile. Un’ infografica interattiva elaborata da Bwin riassume tutti i numeri delle tredici stagioni da leggenda vissute da Rooney: ha segnato oltre 250 gol, più di quanti ne abbiano realizzati tutti i giocatori del Manchester United di oggi messi assieme, 237. Con l’addio di Rooney i Red Devils perdono un capitano che è stato il sesto giocatore per presenze nella storia della società, oltre 550: 19 titoli, fra cui 5 Premier League, 1 Champions League, 1 Europa League ed 1 Mondiale per Club.

Se questi non bastano per spiegare di chi stiamo parlando, aggiungiamoci le 119 presenze con l’Inghilterra e gli oltre 50 gol. Aveva fatto impazzire Moratti ai tempi dell’Everton, ma lo United e Sir Alex Ferguson furono più celeri e decisi nel suo acquisto. Due stagioni, quelle in blues, che lo consacrarono come astro nascente del calcio europeo, le aspettative non furono disattese. Nel frattempo passavano dalle sue parti gente come Beckham, Giggs, Scholes, Cristiano Ronaldo e tantissime altre leggende, ma lui c’era sempre. Perché non esiste zolla del campo dove non siano passati i tacchetti del n.10 inglese: un uomo, un calciatore, che tatticamente e caratterialmente qualsiasi allenatore sognerebbe.

Ha riscritto le regole del bravo attaccante, a tutto campo praticamente, con un’intensità indicibile rapportata alla lucidità mantenuta sotto porta. Un modo di giocare che probabilmente ne ha logorato il fisico subito passati i 30 anni, non a caso le ultime due stagioni sono state le prime dopo oltre dieci anni a vederlo sotto la doppia cifra, giocando comunque una media di 40 partite. Anche lo scorso anno, anche con un Mourinho che nuovamente non ha fatto sconti: successe a Madrid con Casillas, è capitato la scorsa stagione con Wayne.

Aveva rigettato al mittente l’offerta monstre dalla Cina, per amore dello United e per finire una stagione rivelatasi importante in seguito ai tre titoli vinti: non ha fatto altrettanto nel momento in cui si è palesata la possibilità di tornare a casa. Per sostituire proprio Lukaku, passato in rosso dopo anni importanti all’Everton: chi poteva raccogliere meglio del figlio di casa, l’importante eredità? Un cerchio che si chiude, in una società che ha già condotto una campagna acquisti faraonica ma che necessitava di una guida.

Lo ha voluto fortemente Mister Koeman, altro forte carattere, che ha parlato con Rooney mettendolo subito al centro del progetto: si prospetta un’annata importante, anche in Europa. Perché i toffies non vogliono più essere la seconda squadra di Liverpool: adesso hanno una ragione in più per sperarci, hanno di nuovo tra le proprie fila quel ragazzino che 14 anni fa abbandonò casa per realizzare i propri sogni: adesso, è tempo di crearne dei nuovi, insieme.