Roma, presi i clonatori di carte di credito

Roma, presi i clonatori di carte di credito

Prospera Giambalvo
Luglio 18, 2017

L'attività investigativa, iniziata a marzo del 2015, diretta dal PM Nadia Plastina, della Procura della Repubblica di Roma - gruppo Criminalità Informatica, coordinato dal Procuratore Aggiunto Dott.

Era specializzata in clonazione di carte di credito, la banda composta da romeni e italiani sgominata dai Carabinieri di Roma;8 gli ordini di custodia.

Mettendo a confronto il flusso di pagamenti effettuati con le carte, i carabinieri sono riusciti a risalire ai ristoranti dove lavoravano i camerieri infedeli. Il modus operandi era sempre lo stesso. In pratica, grazie agli skimmer (piccole apparecchiature elettroniche che gli indagati, non sapendo di essere intercettati, chiamavano "gatto") copiavano i codici dei clienti del ristorante che affidavano le carte di credito a camerieri infedeli messi "a libro paga" dalla banda. Alla fine di ogni pasto, il cameriere portava il conto al tavolo, individuato tra quelli occupati da facoltosi turisti stranieri soprattutto sudamericani e asiatici. E, poi, come da copione, servivano la truffa al momento del conto: una seconda "strisciata" non autorizzata della carta di credito su un piccolo dispositivo elettronico per duplicare il codice Pan. Normalmente a distanza di giorni, e a volte solo al rientro nei paesi di origine, i vacanzieri si avvedevano delle numerose spese, per migliaia di euro, effettuate a loro insaputa. I codici fraudolentemente acquisiti venivano poi riversati su dei supporti magnetici "vergini" e assegnati ai componenti dell'organizzazione, incaricati di utilizzarli presso alcuni esercizi commerciali "convenzionati", per l'acquisto di merce di vario genere, prevalentemente telefonia mobile di ultima generazione e gratta e vinci, oppure per pagare cene fittizie in particolare presso un ristorante in zona Capannelle. In totale, i tentativi di acquisti fraudolenti ammontavano a 200mila euro: la gran parte delle transazioni, però, sono state rifiutate.

Talvolta la merce acquistata veniva ricettata dagli stessi associati, mediante siti internet di compra vendita. Chi invece ha denunciato tutto e subito, notando le operazioni anomale durante la vacanza, ha consentito ai carabinieri di smascherare un traffico criminale ben rodato: 44 carte di credito clonate, 70 mila euro rubati, più altri 200 mila di tentati acquisti non andati a buon fine.