Maxi multa a Google per abuso di posizione dominante

Maxi multa a Google per abuso di posizione dominante

Bruto Chiappetta
Giugno 28, 2017

Gli effetti sono indubbiamente positivi - ha commentato Margrethe Vestager, commissaria responsabile per la Concorrenza -. La Commissione ha anche rilevato una netta riduzione del traffico verso altri servizi analoghi a quello di Google, ma realizzati da motori di ricerca per gli acquisti online più piccoli. Secondo l'accusa, Big G avrebbe abusato della sua posizione dominante nei motori di ricerca dando un vantaggio al suo servizio di comparazione Google Shopping. "Fattore più importante, ha negato ai clienti europei la possibilità di una scelta autentica dei servizi".

La Commissione europea ha imposto a Google un'ammenda di 2,42 miliardi di euro per violazione delle norme antitrust dell'UE. A sorprendere, più che la condanna in sé, è la cifra stabilita, un record per l'Unione Europea. Ma la comparazione che viene effettuata con le proposte dei rivali sono lasciate nella sezione dei risultati generici.

Inoltre, nelle pagine dei risultati della ricerca Google ha retrocesso i servizi concorrenti di acquisti comparativi. L'azienda rischierebbe di ricevere ulteriori limitazioni, come avvenuto tre anni fa con il caso del "diritto all'oblio", che ha obbligato Google a mettere in piedi una grande e costosa struttura che si occupa di rimuovere i contenuti "non più rilevanti", su richiesta delle persone coinvolte. Il problema è che i consumatori cliccano molto più spesso sui prodotti più visibili, e quindi su quelli sponsorizzati da Google. Secondo l'UE Google avrebbe mostrato agli utenti i risultati di Google Shopping privando di fatto i concorrenti di un confronto dei prezzi e favorendo in questo modo i propri prodotti. Infatti, da quando ha iniziato a mostrare il suo servizio Shopping in testa alla pagina dei risultati, il traffico generato dal sistema è aumentato di 45 volte nel Regno Unito, di 35 in Germania, di 19 in Francia e di 14 volte in Italia. L'ammontare della sanzione lascia però intendere che Bruxelles e la società non siano riuscite a giungere a un accordo dopo la chiusura dell'inchiesta. "Le regole devono essere rispettate anche dalle multinazionali che fanno affari nell'Ue".

La Commissione, nello specifico, afferma che la posizione preminente di Google permette agli utenti di cliccare, per il 95% dei casi, sui primi dieci risultati della prima pagina di ricerca, mentre quelli della seconda si limitano all'1% da parte degli utenti: percentuali da centesimi per la terza e la quarta pagina di risultati.