Bambina morta per morbillo all'ospedale Bambino Gesù: non era vaccinata

Bambina morta per morbillo all'ospedale Bambino Gesù: non era vaccinata

Aldobrando Tartaglia
Giugno 28, 2017

Morire di morbillo nel 2017 in Italia.

L'ospedale pediatrico ha diffuso una nota: "Una bambina di 9 anni affetta da sindrome genetica è deceduta ad aprile al Bambino Gesù per insufficienza respiratoria e di altri organi in corso di infezione da morbillo (multiorgan failure)". La piccola era in cura dal 19 aprile perché affetta da cromosomopatia, una grave malattia genetica, ma, stando a quanto ha dichiarato il professor Alberto Villani, primario di Pediatria all'ospedale pediatrico romano e presidente della Sip, la società italiana di Pediatria, "se non avesse preso il morbillo forse non sarebbe morta". Dopo vent'anni, complice l'allarme per il riemergere di malattie che si ritenevano debellate come il morbillo, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che ripristina la vaccinazione obbligatoria da 0 a 16 anni. "In questo caso - ha aggiunto Villani - sono due gli elementi sui quali occorre riflettere: l'esistenza di soggetti più deboli rispetto ad altri che a volte, non vengono vaccinati per paura, e il fatto che una malattia come il morbillo, su questi soggetti può avere complicanze ed esiti fra i più gravi". Nel 2016, nello stesso periodo, i casi si fermavano a 5. "La bimba morta era certamente in una condizione di fragilità, ma senza il morbillo probabilmente non sarebbe morta". Dal 1 gennaio 2017 a oggi al Bambino Gesù si sono registrati oltre 70 ricoveri per morbillo. Secondo quanto rilevano fonti sanitarie, la malattia pregressa da cui era affetta non era incompatibile con la vaccinazione contro il morbillo. Quest'ultima è riportata anche come causa del decesso. "Per questa bambina - spiega Ricciardi - la vaccinazione era anzi molto più utile, e questo perchè i bambini a rischio per particolari patologia sono quelli per i quali la vaccinazione è maggiormente indicata". Il piccolo sarebbe caduto dalla bicicletta ed i sanitari, come da prassi, avevano raccomandato ai genitori la profilassi antitetanica, prontamente rifiutata.

La piccola si era ammalata il 14 di aprile. Il direttore dell'Unità Operativa di Pediatria del nosocomio ha definito il caso "di assoluta rarità".

Ciò ha permesso, hanno spiegati i medici, che il tetano (ha un'incubazione che va da tre ai 21 giorni) si sviluppasse, così che il bimbo è arrivato nell'ospedale di Oristano con la malattia già in stadio conclamato.