Pisa, incappucciati lanciano molotov contro auto della polizia

Pisa, incappucciati lanciano molotov contro auto della polizia

Aldobrando Tartaglia
Giugno 20, 2017

Poteva andare decisamente peggio nel pomeriggio di ieri, domenica 18 giugno, all'interno del carcere Don Bosco di Pisa dove un detenuto nordafricano, in carcere per reati inerenti gli stupefacenti, come denunciano le segreterie provinciali dei sindacati di Polizia Penitenziaria SAPPE, OSAPP e UILPA, per protesta ha dato fuoco al materasso della propria cella, e solo grazie al tempestivo intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria, è stato evitato che il tutto si trasformasse in tragedia, anche se comunque è stato necessario il trasporto in ospedale per il detenuto. La scena è stata ripresa da alcune telecamere di videosorveglianza, ma non risultano particolari utili all'identificazione. "Verso le 2, tre persone si sono avvicinate alla strada esterna ed hanno lanciato queste molotov che hanno incendiato le macchine di servizio parcheggiate". Al momento l'atto senza rivendicazione. "Un gesto gravissimo ed assurdo, un atto ostile ed estremo contro la nostra Istituzione, il Corpo di Polizia Penitenziaria, che svolge un duro e difficile lavoro nella prima linea delle sezioni detentive".

Sull'episodio indagano i carabinieri di Pisa. "Gli investigatori sono al lavoro e speriamo che il loro lavoro dia presto i frutti utili per identificarli", dice in una nota Pasquale Salemme, segretario nazionale per la Toscana del Sappe.

Sul fatto sono intervenuti i sindacati di polizia penitenziaria Sappe, Osapp e Uilpa. Purtroppo a causa di un'amministrazione assente, sia a livello centrale che periferico, a pagare il conto più salato continuano ad essere gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria che con grande sacrificio e professionalità riescono a garantire l'ordine e sicurezza, nonostante le numerose difficoltà. "Nessuno ci ha mai risposto e questi sono i risultati". Ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria. Da una prima sommaria ricostruzione dei fatti, gli attentatori avrebbero lanciato una o due bottiglie incendiarie da una distanza di alcuni metri all'esterno della recinzione che delimita l'area dove si trovano ai piani superiori gli alloggi degli agenti penitenziari.