Maugeri: giudici, 6 milioni a Formigoni

Maugeri: giudici, 6 milioni a Formigoni

Prospera Giambalvo
Giugno 20, 2017

E' stato condannato a sei anni di reclusione per corruzione per il caso Maugeri, con beni confiscati per 6,6 milioni di euro.

Il Tribunale di Milano, si legge nelle circa 700 pagine delle motivazioni, "ritiene che le utilità corrisposte a Formigoni in esecuzione dell'accordo corruttivo, tra il 2006 ed il 2011, siano stimabili nell'ordine di almeno 6 milioni di euro, a fronte di circa 120 milioni di euro e di circa 180 milioni di euro che, nello stesso periodo, vengono erogati dalla Regione rispettivamente a Fondazione Salvatore Maugeri e Ospedale San Raffaele".

Le motivazioni della sentenza. I giudici della decima sezione penale hanno fatto cadere l'accusa di associazione a delinquere, mantenendo la corruzione e non concedendo alcuna attenuante.

"Sulla base delle qualificate testimonianze rese dai membri degli equipaggi che hanno lavorato nel corso degli anni sugli yacht utilizzati da Formigoni (e sulle imbarcazioni di Dacco') -scrivono i giudici- si puo' senz'altro affermare che Dacco' e Simone (Pierangelo Dacco' e Antonio Simone, ex assessore alla Sanita', ndr) hanno sostenuto ingenti costi per acquistare e mantenere, con le provviste provenienti dai pagamenti corruttivi, lussuose imbarcazioni lasciate nella quasi esclusiva disponibilita' di Formigoni e della persone a lui vicine".

Assolti invece l'ex direttore generale della sanità lombarda Carlo Lucchina, l'ex segretario generale del Pirellone Nicola Maria Sanese, l'ex dirigente regionale Alessandra Massei, l'ex moglie di Simone Carla Vites e Alberto Perego, amico storico dell'ex presidente lombardo. I giudici spiegano di aver condannato l'attuale senatore di Ap tenendo conto "della gravità delle condotte, dell'intensità del dolo, dell'entità delle utilità percepite per la messa a disposizione dell'altissima funzione, della mancanza di alcun quantomeno parziale risarcimento del danno, della notevole entità dei danni patrimoniali cagionati, dei mezzi e delle circostanze dell'azione". In questo modo il Celeste, per i pm di Milano Laura Pedio e Antonio Pastore, era "capo" di un "gruppo criminale" che avrebbe "sperperato 70 milioni di euro di denaro pubblico con un grave danno al sistema sanitario". Il governatore definito "spregiudicato" dai giudici, in cambio, garantiva alla Fondazione Maugeri e all'ospedale San Raffaele atti di Giunta che facevano ottenere alle due strutture rimborsi per prestazioni sanitarie che non avrebbero potuto ottenere altrimenti: circa 200 milioni per il solo istituto pavese. Che fanno una serie di esempi. Oppure, sostiene il collegio, l'ex governatore "fruisce del grosso utilità (vacanze e viaggi, contanti, villa in Sardegna) dal Capodanno 2007 in poi". Proprio in quell'anno (.) - si legge sempre nelle motivazioni - si verifica l'intervento di Formigoni per garantire che la legge no profit venga approvata con un testo favorevole" all'ente con sede a Pavia e al San Raffaele "che avevano, all'epoca, più pressanti necessità finanziarie.