Torino, proclamato per lunedì il lutto cittadino in memoria di Erika

Prospera Giambalvo
Giugno 19, 2017

Lo spazio è stato quello del miracolo sin dall'inizio: troppi quei minuti senza ossigeno al cervello, il verdetto dei medici lasciava poco margine. Invece qui è come se la sindaca avesse lasciato aperta la porta di casa sua senza rendersi conto che entravano trentamila persone. "Ecco, 'mi spiace' sono parole che non riusciamo a sentire". I vigili del fuoco, incaricati dalla procura, avrebbero ora il compito di fare i rilievi necessari sul sistema di areazione del parcheggio sotterraneo, che sarebbe stato aperto nella notte del terribile incidente.

La procura, intanto, ha aggiunto alle ipotesi di reato anche quella di omicidio colposo, che affianca quella di lesioni gravisissime. Obiettivo di questo prima Brescia pride la parità reale dei diritti, la tutela dei singoli, la legittimazione dei legami affettivi, genitorialità e familiari, la laicità delle istituzioni, la creazione di spazi che permettano l'autodeterminazione di ognuno.

La Juventus "Purtroppo Erika non ce l'ha fatta". E non resti una colpa condivisa, di tutti e di nessuno, si dividano le responsabilità, ognuno prenda la propria sulle spalle. "E vogliamo che si faccia presto", dice il senatore del Pd Stefano Esposito. Oggi comunque non è tempo di sterili polemiche o accuse o promesse che la cosa non accadrà più - conclude l'arcivescovo -. "Per il giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino". È deceduta all'ospedale San Giovanni Bosco di Torino, dove era ricoverata, a seguito di un infarto provocato dallo schiacciamento del torace e da un lungo arresto cardiaco nella calca di piazza San Carlo.

E Torino prosegue da un assurdo all'altro, come allo sbando: dalla bolgia del 3 giugno alle multe di 170 euro per chi viene trovato con una birra tra le mani di sera, dal lutto il lunedì alla sfilata coi carri colorati della domenica.

Nell'inferno di piazza San Carlo c'è anche il dramma di Vincenzo d'Ingeo e Marisa Amato. Al momento l'unico ad aver ricevuto l'avviso di garanzia è il proprietario del "Caffè San Carlo", Vito Strazzella: è colpevole di non aver fatto a tempo a rimuovere il déhors che da vent'anni affaccia sulla piazza.