Perugia, due ragazzi in fin di vita a causa del botulino

Perugia, due ragazzi in fin di vita a causa del botulino

Prospero Rigali
Giugno 19, 2017

Hanno cenato con la certezza di mangiare prodotti più che "genuini" perché inviati da casa. Due studenti fuorisede a Perugia, 27 e 21 anni, sono ricoverati in fin di vita nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Santa Maria della Misericordia. In questo contesto, le autorita' competenti giocano un ruolo di primo piano dovendo informare e sensibilizzare i cittadini sui pericoli derivanti dal mancato rispetto di misure igieniche nella preparazione delle conserve in ambito domestico.

Il cibo contaminato da botulino era stato inviato loro da una delle due famiglie.

In generale, tutti i cibi conservati che non vengono fatti cuocere e che hanno un basso grado di acidità (pH sopra il 4,6), possono costituire un ambiente adatto alla crescita del botulino.

Hanno cominciato a sentirsi male poco dopo la cena con i sintomi tipici da intossicazione da botulino: vertigini, vomito, violenti dolori grastrointestinali, annebbiamento, amnesie, debolezza. Entrambi sono risultati positivi al test del botulino in condizioni molto gravi.

La notizia è stata resa nota dalla direzione sanitaria dell'Azienda ospedaliera, con un comunicato in cui spiega che al loro arrivo in pronto soccorso "in presenza di un quadro clinico severo, i sanitari avevano avviato le necessarie terapie, anche per conoscere le cause dell'intossicazione alimentare". A quanto pare responsabile dell'avvelenamento è stata una conserva di salsa di pomodoro.