Pensione, dal 2019 forse occorreranno 67 anni

Pensione, dal 2019 forse occorreranno 67 anni

Bruto Chiappetta
Giugno 19, 2017

La nota testata giornalistica milanese del "Corriere della Sera" rivela come quella che fino ad oggi sembrava essere una delle tante ipotesi prese in considerazione dalla compagine governativa, sembra in realtà essere molto più concreta, tanto che da mesi un team di tecnici di vari ministeri - Lavoro, Tesoro e Presidenza del Consiglio - si siano adoperati per tracciare il percorso per raggiungere quello che sarà probabilmente uno dei più impopolari obiettivi raggiunto dall'attuale Governo. A quanto apprende l' Adnkronos l'ipotesi di portare l'età di ritiro dal mondo del lavoro dagli attuali 66 anni e 7 mesi ai 67 dal 2019 "è per ora una elaborazione tecnica", ma, in piena fase elettorale, difficilmente vedrà la luce. Questo strumento è da poco entrato in vigore ma soltanto nella versione Ape sociale, vale a dire quella riservata a disoccupati, invalidi, chi ha svolto lavori usuranti. In caso di risorse insufficienti avranno la priorità coloro che sono più vicini all'età per la pensione di vecchiaia. Se nel 2019 l'età della pensione salirà davvero a 67 anni, l'Ape sarebbe un efficace strumento di "riduzione del danno", perché consentirebbe qualche uscita anticipata in grado di mitigare l'effetto del nuovo innalzamento generale dei requisiti.

Per l'indennità serve avere almeno 63 anni di età e almeno 30 anni di anzianità contributiva per disoccupati e disabili.

L'indennità è pari all'importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro se la pensione è pari o maggiore di questo importo. "Sull'Ape volontaria, invece, con i lavoratori chiamati a restituire fino a 500 euro al mese per vent'anni in cambio di tre anni e mezzo di anticipo pensionistico, continuiamo ad avere grossi dubbi". In caso di superamento dei limiti il soggetto decade dall'Ape sociale, l'indennità percepita nel corso dell'anno diventa indebita e si procede al recupero. In Italia la normativa al riguardo prevede, infatti, che l'età per la pensione di vecchiaia sia rapportata all'aspettativa di vita.

Con l'Ape sociale si potrà ricevere un bonus di 80 euro previsto per i redditi da lavoro bassi, una tantum che farà da ammortizzatore sociale per i lavoratori anziani in difficoltà. Fra le domande presentate entro il 15 luglio verrà predisposta una prima graduatoria.