Incendio Londra, Gloria e Marco sono morti nel grattacielo

Aldobrando Tartaglia
Giugno 19, 2017

Purtroppo, in serata è anche arrivata l'ufficialità della morte di Gloria Trevisan e Marco Gottardi, i due giovani italiani dispersi, che abitavano al 23esimo piano del grattacielo. La conferma è stata data dalla Farnesina allo studio legale che segue la famiglia, gestito dall'avvocato Maria Cristina Sandrin. Entrambi erano laureati in architettura e si erano da poco trasferiti a Londra, dove collaboravano con diversi studi di progettazione. "Conserverò per sempre il ricordo delle ultime parole che ci ha dedicato". "Chiediamo a questo punto che vengano spenti i microfoni e le telecamere su questa vicenda e che venga rispettato il dolore di queste due famiglie".

Da Londra nessuno si aspettava più il miracolo, le famiglie di Marco e Gloria, attendevano solo la notizia del ritrovamento dei corpi dei due fidanzati.

Gli aggiornamenti drammatici che arrivavano dalla capitale britannica avevano già spento ogni illusione. LA PREMIER CONTESTATA DA MANIFESTANTI È stata contestata dai cittadini infuriati, che le urlavano "vergognati, codarda", la premier Theresa May mentre era in visita in un centro di accoglienza per i superstiti nella tragedia della Grenfell Tower a Londra. "Ho sentito la registrazione della telefonata di Gloria alla mamma". Intanto, si scatena la polemica politica visto che i partiti si rimpallano le responsabilità per il drammatico evento che ha colpito il mondo intero.

Secondo quanto ha dichiarato la polizia inglese, ci sarebbero ancora settantasei dispersi, anche se le possibilità di ritrovare qualcuno vivo sono ridotte al lumicino.

Casa Gottardi, a San Stino, è meta da giorni di un mesto pellegrinaggio di amici e parenti, di rappresentanti delle istituzioni locali.

"Marco è stato straordinario - aveva raccontato il papà - infondeva tranquillità a tutti".

Molti del residenti nell'edificio che si trova nell'area di Kensington North avrebbero utilizzato le torce dei loro telefonini per segnalare il luogo in cui erano rimasti bloccati.