Consip, si dimettono Ferrara

Consip, si dimettono Ferrara

Prospera Giambalvo
Giugno 19, 2017

Da qui la sua iscrizione nel registro degli indagati. Ferrara, secondo quanto affermato dall'amministratore delegato di Consip Luigi Marroni, aveva raccontato di aver saputo dell'inchiesta dal comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette. "Il fatto che si siano dimessi presidente e consigliere - osserva - determina lo scioglimento del Cda, tuttavia Marroni resta in carica fino alla convocazione dell'assemblea degli azionisti e c'è la possibilità che in quella sede le dimissioni vengano respinte". Era stato interrogato venerdì scorso. Con la decadenza del CdA Consip si è evitato lo scontro parlamentare previsto in Senato per martedì dove era stata messa in calendario la discussione sulle mozioni, presentate da varie compagini politiche, incluso il Pd, sull'azzeramento dei vertici societari. I magistrati lo avevano convocato come persona informata sui fatti nell'ambito dell'inchiesta sulla fuga di notizie relativa all'indagine sui vertici della centrale di acquisti della pubblica amministrazione. A quanto pare Marroni non ha intenzione di lasciare. Discutere o non discutere la nostra mozione dipende dunque soltanto da una decisione politica di chi l'ha sottoscritta.

Intanto, sul tema Consip è intervenuto anche Gian Carlo Padoan, ministro dell'Economia. "Ribadisco che si sono dimessi per non indebolire il lavoro prezioso di Consip", ha poi detto il ministro, "quello che ha accelerato la situazione è la legittima mozione del Parlamento". Marroni è il teste che nelle settimane scorse alla procura di Roma ha confermato le sue accuse nei confronti di Luca Lotti ed altri durante l'interrogatorio reso alla procura di Roma. "Quindi venendo incontro al segnale politico, ma ribadendo la difesa di Consip è stato deciso da parte del Mef di accelerare il ricambio".