Consip, Ferrara e Ferrigno si dimettono: decaduto il cda

Consip, Ferrara e Ferrigno si dimettono: decaduto il cda

Prospera Giambalvo
Giugno 19, 2017

"Marroni se ha sollevato dubbi su appalti, politica e sinistra deve poterlo dire e noi non accetteremo che venga silenziato" con le dimissioni. Di questi 2,5 milioni di euro sono già in tasca al padre, che ne ha piena disponibilità con i limiti naturali della carcerazione (la somma non è sequestrata dalla procura di Roma), mentre gli altri 22,5 milioni di euro arriveranno nei prossimi giorni.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, si è spinto oltre chiedendo a Luigi Marroni di restare: "Non vorrei - afferma Matteo Salvini - che azzerassero tutto perché c'è chi vuole parlare". Inoltre chiede di "valutare la revoca dell'incarico di amministratore delegato della Consip al dottor Luigi Marroni da parte del Ministero dell'economia al fine di assicurare la tutela degli interessi pubblici e la corretta gestione delle risorse, salvaguardando altresì l'immagine del socio pubblico". Mozione che adesso "non decade", precisa il primo firmatario Andrea Augello.

Agenpress - "E' chiaro ormai che, il giglio magico, è sempre più implicato in una vicenda che assume contorni inquietanti soprattutto alla luce del fatto che il presidente dimissionario, Luigi Ferrara, è stato indagato per falsa testimonianza". Appuntamento che, agenda alla mano, non dovrebbe certo venire fissato prima di martedì 20 giugno, giorno in cui governo e maggioranza si dovranno confrontare in Parlamento sulle mozioni. Venerdì, invece, il presidente di Consip ha cambiato versione e la sua posizione è mutata da testimone a indagato. "Sarà quello il momento - osserva il presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso - per capire come andare avanti". Da qui l'iscrizione nel registro degli indagati. "Non mi sono dimesso e non ho intenzione di dimettermi". In questo filone della maxi indagine del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi, sono indagati anche il comandante della Legione Toscana Emanuele Saltalamacchia e il ministro Luca Lotti.