Pensioni: Unimpresa, innalzamento a 67 anni penalizza lavoratori e aziende

Pensioni: Unimpresa, innalzamento a 67 anni penalizza lavoratori e aziende

Bruto Chiappetta
Giugno 18, 2017

Roma, 18 giu. (AdnKronos) - Un decreto del governo che sposterebbe l'eta' pensionabile dagli attuali 66 anni e sette mesi a 67 anni a partire dal 2019. I decreti pubblicati consentiranno il pensionamento anticipato ai lavoratori precoci con almeno 41 anni di contributi e di ottenere l'indennità l'Ape ai disoccupati e disabili con almeno 63 anni e con ammortizzatori sociali esauriti. Le domande per avere l'anticipo pensionistico sociale vanno presentate entro il 15 luglio.

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha dichiarato che c'è tempo fino al 15 luglio per presentare presso le sedi Inps l'Ape, ossia la possibilità di anticipare il pensionamento di quasi quattro anni. REQUISITI: Bisogna avere almeno 63 anni di età e almeno 30 anni di anzianità contributiva per disoccupati e disabili.

Lo stesso governo avverte che se qualcuno ha già presentato domanda deve rifarla perché essa risulta valida soltanto dopo la pubblicazione dei decreti in Gazzetta Ufficiale.

L'indennità è corrisposta per 12 mensilità nell'anno, fino all'età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata.

L'indennità è pari all'importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro se la pensione è pari o maggiore di questo importo.

Il beneficiario dell'Ape sociale potrà anche continuare a lavorare purché i redditi da lavoro percepiti non vadano a superare 8mila euro lordi annui, e purché quelli derivanti da lavoro autonomo non superino i 4.800 euro. Per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose l'anzianità contributiva minima è di 36 anni; altri requisiti sono: maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi; non essere titolari di pensione diretta.

Lo ha spiegato Stefano Patriarca, uno dei tecnici che ha lavorato al dossier Ape ricordando che per i pensionati non è previsto il bonus di 80 euro. I lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno lavorato almeno un anno prima del compimento dei 19 anni, potranno andare in pensione sempre con 41 anni di contributi, anche prima dei 63 anni. "E invece, negli ultimi anni, si sono susseguiti continui interventi normativi, in alcuni casi una vera e propria tela di Penelope, che hanno confuso le aziende del Paese" aggiunge Cammarata. Dal 2019 il requisito sarà adeguato alla speranza di vita.